Taormina. Sinopoli Festival 2008, “Le vie del comporre”

TAORMINA – Alcuni tra i più importanti compositori italiani tra cui Claudio Ambrosini, Marco Betta, Carlo Boccadoro, Nicola Campogrande, Eugenio Colombo, Lorenzo Ferrero, Paolo Fresu, Stefano Gervasoni, Luca Lombardi, Enzo e Lorenzo Mancuso, Luca Mosca, Nicola Piovani, Salvatore Sciarrino, Alessandro Solbiati, Ambrogio Sparagna, Michele Tadini, Marco Tutino e Fabio Vacchi, interverranno al convegno organizzato dal Sinopoli Festival 2008, dal titolo emblematico “Le vie del comporre, domani”.
Il convegno a cura di Michele dall’ Ongaro e Matteo d’ Amico si svolgerà al Palazzo dei Congressi di Taormina giovedì 23 ottobre dalle 10.00 alle 14.00 e proseguirà venerdì 24 e sabato 25 ottobre dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. L’intento di proporre questo convegno –  come affermano i due curatori  – “è proprio quello di parlare di musica: del modo di pensarla, di scriverla, di immaginarne le diverse funzioni possibili in una società articolata e plurale come quella contemporanea. Per questa ragione sono stati invitati artisti provenienti da diverse esperienze: dalle sale da concerto ai teatri d’opera, dal mondo del cinema a quello dei festival jazz, dalla ricerca elettroacustica a quella etnomusicologica; come a voler verificare, per dirla con Berio, “la possibilità della musica di vivere in prospettive diverse: un privilegio che va salvato, sviluppato e insegnato. La gente deve educarsi a queste traiettorie simultanee che vanno un po’ in tutte le direzioni. È proprio dalla constatazione di una diffusa esigenza di dover volgere insieme lo sguardo in tutte queste direzioni che è nata questa iniziativa del Sinopoli Festival 2008 di Taormina.
Non si tratta quindi di un convegno scientifico o di una riunione per definire una piattaforma sindacale ma di un libero colloquio tra musicisti per discutere dei diversi aspetti del loro mondo. I temi intorno ai quali si svilupperà il confronto possono essere utilmente raggruppati in tre aree ‘tematiche’, che contengono d’altra parte diversi punti di contatto fra loro”: L’ avventura del comporre, Globale/locale e  Musica e Istituzioni.
L’ideale sarebbe quindi  riuscire ad entrare nello specifico della propria tecnica, nel racconto del proprio comporre, del proprio fare musica. Dal modo di pensare il suono a quello di organizzarlo, di immaginare la propria drammaturgia musicale, il rapporto tra idea e pentagramma, tra tradizione e ricerca. In un  confronto con altre culture, altri modi di strutturare la vita musicale, di concepire la società e quindi raccontare il rapporto tra l’una e l’altra. Anche dal punto di vista didattico in seminari, masterclass, corsi, lezioni in diverse parti del mondo, con allievi che provengono da tutti i continenti. Serve un confronto: tra aspettative e potenzialità, tra le risorse reali e  quelle percepite, tra problemi e soluzioni, tra il nostro Paese e gli altri, tra la potenza dei nuovi strumenti musicali e il potere della loro gestione.
Questo convegno è l’occasione giusta per tale confronto.

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