Taormina. Turismo, presenze in calo del 7,77%

TAORMINA – Meglio della media nazionale. A Taormina la crisi turistica si è sentita meno che nel resto d’Italia. E’ quanto emerge dal raffronto dei dati elaborati dall’Azienda Soggiorno e Turismo e quelli a cui fa riferimento la Federturismo tenendo conto di quanto è accaduto in questo scorcio del 2008 sull’intero territorio nazionale.
Per Federturismo, l’emergenza turismo in Italia, durante la stagione estiva, ha fatto registrare un crollo del 10% dei viaggi in Italia e il 10% in meno di camere d’albergo occupate in agosto, anche nelle città d’arte. A lanciare l’allarme il presidente di Federturismo Confindustria, Daniel John Winteler che in una lettera al presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, sollecita un incontro “per fare un’analisi del settore e illustrare le esigenze e le proposte del mondo imprenditoriale”.
A Taormina le cose, secondo l’AAST, sono andate in maniera diversa. Nel periodo gennaio-agosto, le perdite sono state del 7,77 per cento nelle presenze mentre negli arrivi il calo è stato del 3,40 per cento. Più contenuta la perdita in agosto: -4,67 per cento nelle presenze e – 9,14 nelle permanenze medie.
Complessivamente, sino ad agosto, Taormina ha perso 56.357 presenze. Da gennaio ad agosto 2008, infatti, l’Azienda ha registrato 668.593; nello stesso periodo dello scorso anno le presenze erano state 724.950.
Taormina, quindi, pur risentendo della crisi del turismo nazionale, dovuto alle scarse disponibilità finanziare delle famiglie europee e delle nuove mode nel consumare le vacanze (non poteva essere altrimenti perché Taormina non è un’isola felice avulsa dal contesto nazionale ed internazionale), non ha fatto il tonfo. Ha perso ma non è allo sbando. Questo vuol dire che la sua fama, le sue bellezze, i suoi monumenti e le sue offerte restano validi, sono, ancora, allettanti. Questo non vuol dire che l’apparato pubblico e quello privato possono cullarsi e restare inerti in attesa della nuova stagione. Taormina ha bisogno di guardare al suo futuro con professionalità e con umiltà. Deve, sicuramente, non dimenticare che è, come ha ammesso anche l’assessore al Turismo, Italo Mennella, necessario indire gli stati generali per accertare i bisogni di oggi e studiare le strategie per i prossimi anni. In quest’ottica, evidente che il Comune di Taormina non dovrà dimenticare di invitare al tavolo degli stati generali sul turismo la Regione, la Provincia Regionale di Messina ed i comuni del comprensorio. 
Interessante l’analisi, su base nazionale ma che interessa anche Taormina,  della Federturismo. “Nel 2007 -afferma Winteler nella lettera al presidente del Consiglio- l’azienda turistica italiana ha fatturato 150 miliardi di euro, pari al 10,5% del Pil nazionale. Quest’anno, invece, la crisi economica ha indotto le famiglie italiane a tagliare la spesa media per una settimana di ferie a 900 euro e ad accorciare la durata media della vacanza a dieci giorni. Le difficoltà del momento, dice, hanno fatto emergere la “debolezza strutturale” di un sistema turistico “che non sa valorizzare le enormi risorse di cui il Paese dispone”. A fronte di ciò, secondo l’associazione “le politiche turistiche continuano a disattendere le aspettative del comparto”. A tal proposito, Winteler cita diversi esempi: la legge Finanziaria lascia invariato lo svantaggio fiscale del turismo; il ddl sul federalismo fiscale prospetta l’istituzione della tassa di scopo sul turismo come ulteriore balzello su un settore già penalizzato; il decreto sulla classificazione alberghiera costituirebbe un’utile operazione di trasparenza, ma, così com’è impostato, trascura l’apporto fondamentale delle imprese e i riferimenti ai sistemi internazionali.
La Federturismo, quindi, parla di strategie, di crisi economica delle famiglie, di vacanze più corte. Tutti aspetti di uno stesso problema che non dovranno mancare durante l’analisi su Taormina che, come annunciato dall’assessore Mennella, dovrebbe scattare prima della fine dell’anno.

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