”GUAI A CHI DISTRUGGE LA NATURA IN NOME DEL TURISMO”

Non è un fatto eclatante ma, sicuramente interessante e da guardare con attenzione, il fatto che, nei giorni scorsi, il papa abbia voluto dare il suo contributo al dibattito sul futuro del turismo. Parole, le sue, che possono trovare terreno fertile anche a Taormina. “Guai a chi distrugge, in nome del turismo, la natura, i beni della terra o abusa delle culture delle popolazioni locali”. E’ il monito lanciato da Papa Benedetto XVI che ha ricevuto, nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo, i partecipanti all’incontro promosso dal centro turistico Giovanile (Ctg) e dall’Ufficio Internazionale del Turismo Sociale (Bits). “L’esperienza – ha osservato Papa Ratzinger – insegna che la gestione responsabile del creato fa parte, o così dovrebbe essere, di un’economia sana e sostenibile del turismo”. “Al contrario – ha avvertito – l’uso improprio della natura e l’abuso inferto alla cultura delle popolazioni locali, danneggia anche il turismo”. “E’ pertanto necessario, soprattutto nell’ambito del turismo, grande fruitore della natura, che tutti – ha esortato – tendano ad una gestione equilibrata del nostro habitat, di quella che è la nostra casa comune e lo sarà per quanti verranno dopo di noi”. Infine Benedetto XVI ha rilanciato l’importanza del “turismo cosiddetto sociale, che promuove la partecipazione delle fasce più deboli e può essere così un valido strumento di lotta contro la povertà e tante fragilità, fornendo impieghi, custodendo le risorse e promuovendo l’uguaglianza”.
Parole autorevoli che ripropongono la Chiesa come soggetto “politico” capace di interessarsi dei vari aspetti della vita sociale. Il Papa ha voluto far sentire la sua voce in un settore che solo apparentemente è da considerare “effimero”. L’industria è un’industria che produce ricchezza e che, in Italia ha un peso importante sull’economia nazionale. Interessante il fatto, però, che il pontefice abbia voluto mettere insieme turismo e difesa del territorio. Ha, addirittura ammonito quanti non rispettano i beni della natura.
Un monito che ha valore, senza ombra di dubbio, anche a Taormina, in una città a vocazione ed economia turistica che, proprio in questi momenti, sta muovendo passi decisivi sull’utilizzo del territorio e guarda con attenzione ad una programmazione del turismo per i prossimi anni. Nelle prossime settimane, in particolare, il consiglio comunale sarà chiamato a chiudere, in maniera definitiva, l’iter per la revisione del Piano Regolatore Generale. Quale migliore occasione per richiamare i consiglieri comunali, i partiti, l’amministrazione attiva ad una valutazione attenta delle proposte progettuali. Tengano conto, anche, delle parole del Papa che ha voluto ricordare che senza un’effettiva salvaguardia del territorio e senza il rispetto della natura il turismo può rischiare la crisi, può vedere diminuire il fatturato e, cosa ancora più grave, calare il numero degli occupati. A Taormina (ma anche in tutta la Sicilia) natura e turismo debbono procedere in sintonia. Depredare ed offendere il territorio, infatti, può voler dire (anzi, vuol dire) infliggere colpi mortali a fette importanti dell’economia locale. Ecco, quindi, che prende corpo e sostanza la necessità di varare una vera politica per un turismo sostenibile.   

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