Taormina. Rinviata verifica su attività amministrativa

TAORMINA – Non è successo nulla. Eppure la seduta straordinaria di consiglio comunale, indetta dal presidente Eugenio Raneri, era molto attesa. In città c’era anche parecchia curiosità per quanto, si pensava, si sarebbe detto, martedì sera, a Palazzo dei Giurati. Per come era stato formulato l’ordine del giorno, infatti, sembrava che dal dibattito sarebbero venuti fuori argomenti e problemi di particolare interesse. Tutto è dipeso dal tono usato nel formulare l’ordine del giorno che, testualmente, così recitava: “Ricognizione sullo stato d’attuazione dei programmi – Verifica di salvaguardia equilibri generali di bilancio – esercizio finanziario 2008”. Tutto normale per il bilancio dato che la legge impone che entro settembre i comuni procedano alla verifica dello stato dei conti.
Di tono prettamente politico, invece, era la prima parte del testo dell’odl dove si faceva esplicito riferimento ai programmi. Ci si attendeva, quindi, che il Consiglio comunale chiedesse al sindaco la nota delle cose fatte e dei progetti in elaborazione. Alla fine si è capito che la richiesta, così come formulata, a tre mesi dall’insediamento di Mauro Passalacqua e della sua giunta, era, quantomeno intempestiva. “Un discorso emerso già in commissione, prima dell’apertura dei lavori d’aula. La verifica sull’attività dell’amministrazione –dice il vice presidente dell’assemblea, Sergio Cavallaro- è stata rinviata. C’è bisogno di più tempo”. “Se ne parlerà, come è giusto –commenta dai banchi della minoranza, Salvo Cilona del Pdl- almeno a dicembre. Altro discorso è –continua- quello relativo agli equilibri di bilancio. Un obbligo di legge con scadenza fissa, il 30 settembre. Non abbiamo capito, perciò la convocazione urgente e con pochi giorni di preavviso”. La verifica è stata approvata dalla maggioranza; la minoranza, invece, si è astenuta.
Il dibattito d’aula, al di la degli aspetti tecnici legati al bilancio, è stato caratterizzato da accenti politici. Comunque, a parte un breve ma frizzante scontro verbale con protagonisti l’assessore al Bilancio Fabio D’Urso ed il consigliere Cilona, tutto è filato liscio. Il primo cittadino, quando è stato invitato a parlare, si è soffermato su argomenti completamente diversi da quelli previsti tenendo conto dell’ordine del giorno. Passalacqua ha, per esempio, informato il Consiglio comunale e, di conseguenza i dipendenti comunali, che la verifica in corso d’elaborazione sull’assetto del personale  non prevede, com’è logico, alcuna “vendetta”. Si punta –ha fatto sapere il sindaco- ad un assetto più efficace della burocrazia comunale. Passalacqua ha anche avanzato commenti sull’attività degli assessori e dei dirigenti. “Argomenti –dice Cilona- che meritano seri approfondimenti”.
Nella seduta di martedì sera, quindi, in Consiglio non si è parlato, così come si prevedeva, di mini casinò. “Un argomento complesso e di grandissima attualità che –annuncia Sergio Cavallaro- sarà affrontato giorno 8 nel corso di una conferenza dei capi gruppo consiliari indetta per un esame generale della situazione politica ed amministrativa. In quell’occasione si parlerà anche della proposta di Venezia. Cercheremo,  tra l’altro, di capire quale potrebbe essere il vantaggio economico per la città e per le casse comunali nel caso venisse accettata la proposta di Venezia”.
Sull’argomento, intanto, circolano alcune previsioni. Tutte al ribasso rispetto a quanto sentito nelle settimane scorse. Le notizie arrivano da Lignano Sabbiadoro dove il casinò di Venezia ha trovato, dopo il no del comune, ospitalità in una discoteca privata. In quasi due mesi, la mini casa della provincia di Udine avrebbe prodotto utili per circa 100 mila euro. Se questi numeri fossero reali, si può prevedere che il mini casinò di Lignano riuscirà a totalizzare, in un anno, tra i 600 e gli 800 mila euro. Ragionando sempre per ipotesi, si può ritenere che un esercizio simile, a Taormina (per il suo nome, la sua fama e per il fatto che in Sicilia non ci sarebbero situazioni simili) la “casa Venezia” potrebbe produrre qualcosa tra un milione ed un milione e mezzo l’anno. Una bella cifra ma molto inferiore ai venti milioni e più di cui si era parlato solo qualche giorno fa. “Un’osservazione questa che –dice Cavallaro- sarà inserita, sono certo, nella scaletta della conferenza dei capigruppo di giorno 8”.        

 

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