Taormina. Turisti italiani in calo negli alberghi (- 0,7%)

TAORMINA – Aspettando un’analisi ufficiale sui fatturati turistici in Sicilia,  si conoscono i dati nazionali. Sono forniti da osservatori di categoria che si mostrano attentissimi a quanto succede nel settore. Sono più lenti quelli pubblici. A Taormina, per esempio, non sono stati pubblicati, ancora, i dati del periodo gennaio-agosto. C’è da rilevare, però, che per avere un quadro attendibile della situazione bisognerà attendere sino a fine ottobre, quando saranno pubblicati i dati delle presenze sino a tutto settembre, un mese questo che si sta mostrando parecchio interessante: per le strade si vedono moltissimi turisti, con preferenza di giapponesi e russi.
A proposito dell’andamento in campo nazionale, nei primi nove mesi del 2008 gli alberghi italiani, con 209,4 milioni di presenze (rispetto ai 214,9 milioni del 2007), hanno perso il 2,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, con una perdita secca di quasi 5,5 milioni di pernottamenti. Eppure, dai tabulati dell’Istat emerge come l’aumento dei prezzi degli alberghi italiani da gennaio ad agosto sia stato dello 0% rispetto ad un costo della vita aumentato del 3,5%. Nel dettaglio dei primi nove mesi (gennaio-settembre), i clienti italiani in albergo hanno fatto registrare una frenata dello 0,7% (con 119,9 milioni di presenze rispetto ai 120,8 milioni del 2007), mentre sul fronte degli stranieri il crollo è stato del 4,8% (con 89,5 milioni di presenze rispetto ai 94,1 milioni del 2007).
I dati sono il frutto delle elaborazioni dei dati provvisori delle rilevazioni mensili che la Federalberghi-Confturismo conduce da anni nell’ambito del proprio Osservatorio turistico-alberghiero con il quale intervista oltre 1.200 alberghi italiani ubicati su tutto il territorio nazionale e distribuiti in modo rappresentativo fra le varie categorie. I dati sono stati presentati stamattina nell’ambito del convegno “Turismo-Trasporti-Ambiente per lo sviluppo economico dell’Italia” svoltosi a Sanremo.
Estate nera, quindi, per il turismo italiano. Le previsioni negative e i primi dati degli operatori sono confermati oggi dai risultati presentati a Sanremo da Federalberghi secondo cui in un’annata già di per sé negativa, la stagione estiva (giugno-settembre) ha mostrato il calo più accentuato con un vistoso calo di turisti stranieri e la frenata di quelli italiani. In particolare, a giugno si è avuto un calo del 2,5% di italiani e del 5,4% di stranieri, a luglio dell’1,5% di italiani e del 7,8% di stranieri, ad agosto un calo dell’1,5% di italiani e un -5,4% di stranieri. Settembre, invece, dovrebbe chiudersi con un -4,2% di italiani e un -6,5% di stranieri.
Per quel che riguarda la nazionalità di provenienza dei turisti stranieri in Italia, nel solo trimestre estivo giugno-agosto, gli statunitensi sono diminuiti del 21%, seguiti dagli inglesi (-13,7%), quindi i tedeschi (-8,1%) e i francesi e gli austriaci, entrambi a -7,6%. Tra le tipologie turistiche, solo i laghi registrano percentuali positive, ottenendo un +4,4% (determinato da un +11,1% di italiani ed un +1,9% di stranieri), con 9,5 milioni di pernottamenti, mentre tutte le altre destinazioni fanno registrare percentuali in negativo. Le località di mare con 56,4 milioni di pernottamenti segnano un -3,4% rispetto al 2007, le città d’arte con 44,2 milioni di pernottamenti scendono del 4,6%, la montagna con 28 milioni di pernottamenti perde l’1,9% rispetto al 2007. Malissimo le località termali che, con 7,7 milioni di pernottamenti, segnano addirittura un -9,4% rispetto al 2007.
Infine, secondo i dati dell’Ufficio Italiano dei Cambi, la bilancia turistica dei pagamenti, relativa ai primi sei mesi di quest’anno, ha chiuso con aumenti dell’1,9% per quanto riguarda i crediti (13,9 miliardi di euro contro i 13,6 miliardi dell’anno scorso) e del 6,8% per quanto riguarda i debiti (9,1 miliardi di euro contro gli 8,5 miliardi dell’anno scorso). Di conseguenza, alla fine di giugno il saldo tra crediti e debiti (4,8 miliardi di euro di quest’anno contro i 5,1 miliardi del 2007) è diminuito del 6,3%.
“La recessione economica, nella quale non solo l’Italia si trova, sta colpendo duramente il nostro settore. Ed il calo della componente turistica estera ne è la controprova, con statunitensi ed inglesi penalizzati da uno svantaggioso rapporto di cambio valuta, mentre per il resto dei turisti stranieri la flessione è sicuramente dovuta ad un appannamento d’immagine del nostro Paese, per il quale la querelle Alitalia non riveste un aspetto secondario”. Così Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi-Confturismo commenta i dati presentati stamattina nell’ambito del convegno “Turismo-Trasporti-Ambiente per lo sviluppo economico dell’Italia” svoltosi a Sanremo. “Per ripartire – conclude Bocca – occorre che l’Italia turistica si muova su due fronti. Il primo di natura finanziaria, con una manovra economica dalla quale ci aspettiamo ossigeno nei portafogli degli italiani. Il secondo di natura promozionale, in quanto dalla nuova dirigenza dell’Enit-Agenzia auspichiamo che venga messa subito mano ad un ampio progetto di rilancio dell’Italia quale meta ambita a livello mondiale”.

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