Sicurezza, l’ultima idea è il “poliziotto del turismo”

TAORMINA – Pare proprio che chi ci governa ritenga utile “militarizzare” i centri urbani. Una volta è in ballo la lotta alla delinquenza organizzata, un’altra la mini criminalità, un’altra ancora si intende fronteggiare l’immigrazione clandestina. Fatto sta che ad ogni emergenza a Roma si pensa a mettere in ballo soldati, più carabinieri e poliziotti. Finora, però, nessuno ha presentato progetti per la riqualificazione dei quartieri, l’acculturamento degli immigrati, la creazione di nuovi e moderni servizi da mettere a disposizione delle classi meno abbienti e più emarginate, vale a dire quelle più esposte alle offerte della malavita. E così, dopo i vigili di quartiere, i soldati di città, potrebbe arrivare il poliziotto per il turista. Almeno questa è l’idea che il sottosegretario con delega al turismo Michela Vittoria Brambilla presenterà nel pacchetto di misure del turismo inserito nel collegato alla Finanziaria. Lo ha anticipato Armando Peres, consigliere del Dipartimento Turismo, intervenendo all’ottava edizione delle Giornate del Turismo,  appena conclusesi a Novara.
“Accanto alla proposta di allineare l’iva turistica ai livelli dei regimi fiscali adottati dai principali paesi turistici nostri competitor, Spagna e Francia, – ha spiegato Peres – l’intenzione del Dipartimento Turismo è quella di istituire una polizia turistica a tutela dei visitatori delle nostre città e delle nostre spiagge. Una figura che scaturirà da un adeguato percorso formativo, per il quale il ruolo del mondo universitario potrà essere cruciale”. Il poliziotto per il turista, secondo la Brambilla, dovrà conoscere le lingue ed avere una profonda conoscenza del territorio turistico di pertinenza.
Tra le altre misure presenti nel collegato alla Finanziaria, Peres ha poi ribadito la necessità di rilanciare il turismo attraverso uno snellimento delle procedure burocratiche che attengono a progetti di sviluppo di aree turistiche. “Nel pacchetto di provvedimenti suggeriti – ha concluso – c’è l’ipotesi di un iter semplificato per accelerare le procedure di autorizzazioni per tutti i progetti di sviluppo e riqualificazioni di aree a vocazione turistica, per sollecitare così anche un interesse da parte di investitori esteri”.
Le proposte della Brambilla, chiaramente, meriterebbero particolare attenzione in una Regione come la Sicilia che è a statuto speciale e che, pertanto, su molte questioni inerenti anche la gestione del turismo, ha competenze specifiche. Il poliziotto per il turismo, per quello che si può capire al momento, può essere considerato una evoluzione dell’operazione “i soldati per la sicurezza”, un provvedimento questo che non ha avuto molto successo nelle città turistiche. A Taormina, per esempio, l’amministrazione comunale si è opposta fermamente al progetto del ministro della difesa La Russa ed ha rifiutato i soldati. Ora, però, si ipotizza un quadro diverso: il poliziotto del turista dovrebbe, secondo le intenzioni della Brambilla, rappresentare una sorta di angelo custode per i vacanzieri. Un aiuto per i corpi di polizia municipale? Pare proprio di si visto che gli agenti impegnati, sempre secondo il sottosegretario, dovrebbero conoscere le principali lingue straniere e patronanza del territorio in cui saranno, eventualmente, chiamati ad operare. Ma non sono i vigili urbani, anche loro agenti di polizia, ad avere competenze e queste conoscenze? Allora appare evidente che meglio sarebbe intervenire sulle piante organiche dei comuni turistici, molti dei quali (come Taormina) non sono nelle condizioni di effettuare nuove assunzioni. Tutta colpa delle rigide leggi sulla formazione dei bilanci comunali. A Taormina, per esempio,è finito nel nulla, per mancanza di fondi, un concorso per 10 nuovi pizzardoni. Il procedimento, quando già erano stati individuati i vincitori, è stato bloccato.
Altro discorso è quello sulle procedure per la realizzazione di opere per lo sviluppo e la riqualificazione del territorio dei comune turistici. Una proposta, quella della Brambilla, che potrebbe cozzare con la necessità di salvaguardare l’ambiente che è (serve sempre ricordarlo) uno dei pezzi più importanti del patrimonio turistico nazionale e, principalmente, di quello dei comuni a prevalente economia turistica.

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