Piano strategico ”Messina 2020” a geografia variabile

MESSINA – Il Comune di Messina ha approvato il piano operativo per la redazione del piano strategico “Messina 2020” ed il direttore generale, Filippo Ribaudo, come suo primo atto gestionale, quale responsabile del procedimento ha trasmesso copia del piano al Dipartimento regionale della programmazione. Il 6 ottobre si terrà con il sindaco Giuseppe Buzzanca, una riunione a palazzo Zanca con lo staff dell’Ufficio programmi complessi e con i rappresentanti delle ditte aggiudicatarie dei servizi, per un confronto sulla documentazione che sarà poi condivisa con la Giunta, i capi gruppi consiliari ed i partner iniziali del progetto in un evento nella ex chiesa S.Maria Alemanna il 13 ottobre. La gara per il servizio di assistenza tecnica e supporto alla redazione del Piano Strategico era stata aggiudicata ad aprile scorso alla RTI Nomisma s.p.a. – Cooprogetti Soc. Coop. – EuresGroup s.r.l. – Neostudio s.r.l., con un ribasso del 15,02 per cento sull’importo a base d’asta di 205 mila euro, quello del servizio di valutazione ambientale strategica e valutazione ex ante e piano di comunicazione è stato invece vinto dall’Ati Izi Spac temi srl La partecipazione del Comune di Messina all’avviso di selezione per la promozione di Piani strategici, previsto dalla delibera CIPE n. 35 del 2005 era stata elaborata nel 2006, con il progetto “Messina 2020 – verso il Piano strategico” e rientra nell’ambito di un percorso di pianificazione strategica per promuovere un processo di governance urbana, tendente ad un coordinamento di vari soggetti, istituzionali e non, per il raggiungimento di obiettivi condivisi per sviluppare, in modo integrato, sia gli assetti economici, che quelli sociali e culturali. Un lavoro che oltre agli obiettivi dei Fondi europei 2007-2013 ha come scopo la valorizzazione della sinergia tra impresa, ricerca e tecnologia. La Pianificazione Strategica è da costruire non solamente in riferimento (scenari, risorse e indirizzi) alla programmazione dei Fondi europei del 2007-2013, ma anche in riferimento alle strategie di Lisbona e Göteborg ed all’obiettivo di puntare su ricerca, innovazione, economia della conoscenza e rapporto stretto ed innovativo tra impresa, ricerca e tecnologia. Si tratta di pensare, in riferimento a tutto ciò, al ruolo ”metropolitano” che la città di Messina, la capitale del Val Demone, proiettata nel Mediterraneo, deve e vuole riconquistare nel prossimo futuro. La costruttiva collaborazione tra vari organismi scientifici del territorio necessita, per una maggiore efficacia sull’intera economia urbana, di un adeguato sistema di servizi dedicati finalizzato da un lato ad insediare imprese eccellenti e dall’altro creare servizi avanzati che favoriscono l’insediamento in città di professionisti del settore. Da non sottovalutare, inoltre, che la città della conoscenza che si intende organizzare attraverso il Piano Strategico mira anche ad allentare la fuoriuscita dalla città delle intelligenze messinesi. La presenza di circa 250 mila residenti sul territorio comunale rende la città di Messina la terza realtà demografica della Regione caratterizzandola come polo metropolitano e di conseguenza, l’area si contraddistingue come un vitale centro di servizi non soltanto per la città e per i più piccoli comuni limitrofi dell’area della Provincia, ma per la sua caratteristica geografica: la funzione metropolitana si estende anche verso la Calabria e l’area dello Stretto. Secondo i dati rilevati al censimento del 2001 la città rappresenta il 38% della popolazione provinciale ed il 52,2% di quella dell’area metropolitana e raccoglie il 34% delle unità produttive della provincia mentre con riferimento all’area metropolitana la quota sale al 47%. La terziarizzazione della città si evidenzia attraverso il valore del coefficiente di specializzazione superiore a 1, in pratica, per tutte le classi di servizio: trasporti (1,67), sanità (1,46), pubblica amministrazione (1,20), attività immobiliari e ricerca (1,17), attività finanziarie (1,15) ed istruzione (1,07). Utilizzando uno strumento statistico che sintetizza l’andamento occupazionale del territorio (l’indice di Fuchs) e prendendo come parametro di confronto l’andamento della regione Sicilia, la città evidenzia, sia per gli anni Ottanta che per gli anni Novanta, un segno negativo, sintomo di difficoltà, a seguire l’andamento occupazionale della Regione. La capacità di ”recupero” del territorio sembra, però, rilevante in quanto tale scarto si è ridotto da -7,9% a -1,0%. Circoscrivendo l’analisi al solo settore manifatturiero lo scenario cambia ed il territorio messinese presenta un andamento occupazionale positivo; si evidenzia, quindi, la presenza di un maggiore dinamismo. La dimensione demografica presenta una rilevanza fondamentale per l’area anche se la frastagliata orografia che circonda la città e la ricerca delle condizioni di vita più ”a misura d’uomo” hanno condizionato la struttura della popolazione. Due sembrano le dimensioni che caratterizzano la città: la crescita dell’indice di vecchiaia e l’emigrazione all’esterno. Il primo indicatore (115,4 al 2001 a fronte di 108,1 di Catania e 84,1 di Palermo) la colloca come la più ”vecchia” tra le grandi città siciliane. In particolare, è il dato delle anziane che ne fa alzare l’indice (142,1) con le implicazioni che gravano sul sistema di welfare. Inoltre, da un decennio il saldo migratorio si presenta negativo. Il capitale umano presente sul territorio mostra, rispetto ai dati regionali, una maggiore potenzialità: la forte crescita di coloro che sono forniti di titoli di studio elevati può rappresentare un elemento altamente competitivo. In riferimento alle infrastrutture, è da considerare strategico il Sistema Portuale dello Stretto di Messina (Messina – Milazzo), riconosciuto come uno dei quattro sistemi portuali di valenza extraregionale dal Piano attuativo del Trasporto marittimo del 2004 della Regione Siciliana. Il Sistema portuale, in riferimento al Sistema Portuale Integrato Regionale, ha come specificità quella del turismo crocieristico (circa 5000 passeggeri a settimana). Sarebbe auspicabile, proprio per la sua espansione, che Messina si doti di interventi di riqualificazione di tipo urbanistico tali da rendere l’area retroportuale, il giardino di accesso alla città. La Città, essendo interessata dal Corridoio 1 Berlino – Palermo, dovrà disegnare, inoltre, un’adeguata architettura infrastrutturale di supporto e di completamento. L’hinterland è caratterizzato da numerose frazioni (Villaggi) che oggi rappresentano satelliti di una periferia poco servita ma, allo stesso tempo, detentrice di storia e tradizioni da tutelare e valorizzare all’interno del tema dell’identità. La città di Messina ha scelto di puntare alle strategie ed ai temi che il Piano si propone, e per poterne perseguire al meglio gli obiettivi, necessita che il territorio sia rappresentanza di un area a ”geografia variabile”, ovvero una città che riesce, pur mantenendo i suoi confini amministrativi, a fare sistema al suo interno ed al suo esterno coinvolgendo, in base alle differenti aree tematiche, differenti territori. Il Piano strategico ”Messina 2020”, assume infatti la caratteristica di essere a geografia variabile in quanto interessa, per specifici temi, un’area vasta della provincia con proiezione sull’area dello Stretto e sul Mediterraneo. In tale quadro è auspicata, infatti, la creazione di collegamenti stabili e di connessioni attive con alcune città per potenziare attività e sviluppare progetti in vari settori economici, sociali e culturali. Innanzitutto il legame con la città di Reggio Calabria è da potenziare verso il disegno di una città rete, che a sua volta attivi relazioni stabili con altre città siciliane ed europee con le quali esiste un legame storico. Gli assetti strategici del territorio, in riferimento all’analisi di contesto ed alle aree di impatto, prevedono come principali aree tematiche: infrastrutture per la città e per il territorio, pensate come armatura del territorio e della città, rispetto agli scopi che vuole perseguire e rispetto alla qualificazione complessiva del contesto urbano, provinciale e mediterraneo mediante l’attivazione di procedure di Valutazione Ambientale Sostenibile. Il tema infrastrutture per la città parte dal trinomio – rapporto mare/monti; – vocazione fieristica; – città della conoscenza. Da tenere in considerazione, nel processo a medio-lungo termine, il Corridoio 1 Berlino-Palermo e tutto ciò che ne consegue, Sviluppo d’impresa e governo del mercato del lavoro (Innovazione e Competitività). La riflessione dovrà partire dalle vocazioni del territorio e collegare tali vocazioni alla progettualità presente e alle strategie di sviluppo in itinere. Il ruolo, particolarmente rilevante sul territorio, degli istituti di Ricerca è una delle opportunità ai fini dello sviluppo in quanto una ”maggiore integrazione tra i vari centri di ricerca e tra questi e il territorio” favorirebbe l’incontro tra sapere tecnico – scientifico ed economie locali specializzate. L’attenzione al ruolo del governo del mercato del lavoro e della costruzione di tutele e di strumenti di protezione degli attori deboli del mercato del lavoro è da tenere presente e da tematizzare. Riguardo la riforma dell’amministrazione, di dovrà intervenire per: modificare e razionalizzare l’organizzazione della macchina amministrativa; migliorare e/o costruire strumenti di valutazione e controllo, come mezzo per migliorare l’efficacia e l’efficienza della Pubblica Amministrazione; attuare strumenti adeguati di decentramento amministrativo della città (interno) e di dialogo con le amministrazioni (esterno) dell’area metropolitana e della provincia. Per la concorrenza, legalità e cultura dello sviluppo, l’area tematica dovrà legare: le politiche volte a migliorare la cultura d’impresa; le politiche volte a migliorare la concorrenza, nel senso di politiche volte a creare l’ambiente in cui l’impresa opera liberamente ed in cui la Pubblica Amministrazione è trasparente; le politiche volte a creare le condizioni della legalità dell’azione della Pubblica Amministrazione e della condotta degli attori dello sviluppo finalizzate a migliorare la qualità della vita cittadina. Per il Welfare cittadino la costruzione di un Welfare municipale è certamente un’area tematica omogenea e fondamentale per il Piano Strategico e sarà necessario dare risposta alla crescente disoccupazione dell’area, all’invecchiamento della popolazione, al degrado nelle periferie. Lo Sviluppo del progetto prevede una prima fase conoscitiva/diagnostica, propedeutica alle successive, che rappresenta la base conoscitiva di cui la Città si doterà per l’elaborazione delle successive ipotesi di sviluppo. La fase diagnostica persegue la finalità di comprendere la situazione di partenza ed i punti di forza e di debolezza della città, una fotografia da cui partire al fine di progettare un quadro coerente di proposte e obiettivi d’azione. Saranno analizzati svariati ambiti (economico, politico, demografico, culturale e sociale) ed il risultato sarà la formulazione di uno spettro di tematiche specifiche del contesto messinese, una base informativa e indicativa finalizzata alla formulazione delle proposte e delle linee strategiche del Piano. Ulteriori contributi verranno dall’analisi di altri piani strategici, in particolare quelli elaborati dalle città con punti di forza e di debolezza simili a quelli che si individueranno per l’Area messinese, al fine di iniziare sin da subito una riflessione in merito alle città strategiche con cui ”fare rete esterna”.

 

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