Lombardo: Le tasse petrolio restino in Sicilia

“Se è vero che alcune regioni non vogliono riconoscere il sacrosanto diritto della Sicilia e della Sardegna a riscuotere parte delle accise sulla raffinazione del petrolio, che si prendano le raffinerie: nessuna quota di denaro, nessuna cifra mai potrà restituirci l’integrità del territorio o potrà ripagare le nostre popolazioni dei danni alla salute che ha prodotto l’inquinamento e di cui non conosceremo mai le statistiche ufficiali”.
Raffaele Lombardo, presidente della Regione Siciliana, a Cagliari, a fianco del presidente della Regione Sarda, Renato Soru, per celebrare i 60 anni di autonomia della Sardegna, risponde così alle polemiche sorte in questi giorni in sede di conferenza dei presidenti delle regioni, durante la discussione sulla bozza di federalismo fiscale.
“Esiste un principio cardine del federalismo: a nuove competenze, nuove risorse. La bozza Calderoli va proprio in questa direzione quando prevede per la Sicilia e la Sardegna, che ospitano la maggior parte delle raffinerie italiane, la possibilità di incassare una parte delle accise sul petrolio raffinato nei rispettivi territori. Non si tratta – afferma Lombardo – di un regalo, ma dell’individuazione delle risorse necessarie a coprire le nuove competenze che saranno trasferite dallo Stato”.
“Chi fa ostruzionismo – aggiunge il presidente della Regione siciliana – o non ha letto il testo della proposta o è in malafede. I presidenti di tutte le altre regioni italiane dovrebbero invece approfittare del fatto che Sicilia e Sardegna, forti delle rispettive autonomie costituzionali, abbiamo ottenuto che questo principio fosse messo sul tappeto, per chiederne l’applicazione. La Sicilia non blocca o ostacola nessuno. Dichiara anzi – conclude Lombardo – la propria  disponibilità a elaborare proposte comuni che servano a garantire la vera autonomia di ciascuna regione”.

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