”Non siamo nati per soffrire” farà tappa anche a Messina

MESSINA – Può essere lancinante, oppure acuto, bruciante, pulsante, comprimente. Sono alcune delle caratteristiche con cui può presentarsi il dolore cronico che, solo nel 5% dei casi è associato al cancro, mentre nella stragrande maggioranza è legato ad altre patologie come osteoporosi, cefalea, diabete, artrite reumatoide.  A soffrirne in Italia sarebbe il 26% della popolazione, ben oltre la media europea che è del 19%.
Al dolore cronico non oncologico, ossia non associato al cancro, è dedicata la campagna “Non siamo nati per soffrire”, promossa da Cittadinanzattiva-Tribunale per i diritti del malato, in collaborazione con AISD (Associazione italiana per lo studio del dolore), FIMMG (Federazione italiana dei medici di medicina generale), SIAARTI (Società italiana di anestesia, analgesia, rianimazione e terapia intensiva), e SIMG (Società italiana di medicina generale) e realizzata con il sostegno di Pfizer.
La campagna di informazione farà tappa in più di 30 città in tutta Italia. Inizia  oggi da Piazza Montecitorio a Roma; a seguire le altre città, dove le iniziative di informazione ai cittadini si realizzeranno sabato 20, tramite gazebi allestiti nelle principali piazze (tutte le informazioni sono disponibili sul sito internet www.cittadinanzattiva.it). In Sicilia la campagna farà tappa a Messina in Piazza Cairoli ed a Sciacca (AG).

Alcuni dati sul dolore cronico
Il dolore cronico è per definizione un dolore che perdura oltre i 3-6 mesi e diventa una malattia nella malattia. Il 19% delle popolazione europea soffre di dolore cronico e, di questa, il 6% lamenta un dolore severo: è quanto emerge da uno dei principali studi europei sul tema, realizzato nel 2005 (“Pain in Europe 2005, www.paineurope.com), mediante sondaggi telefonici su un campione di 46mila cittadini di 16 paesi europei. Nell’ambito di questa indagine l’Italia, con una percentuale del 26%, si è collocata al terzo posto in Europa per numero di pazienti affetti da dolore cronico, preceduta solo da Norvegia (30%) e Polonia (27%).

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