L’INCUBO RIFIUTI IN SICILIA

Ci eravamo lasciati all’inizio dell’estate con la crisi dei rifiuti in Campania in via di guarigione, almeno quella parossistica ( ma terapia e convalescenza sono ancora lunghe…). Quando l’incipiente autunno annuncia un’altra crisi, da tempo latente e oggi quasi conclamata. Quella dei rifiuti in Sicilia, Regione a Statuto ( e bilancio) speciale, che già emanava i ben noti sintomi: cumuli di rifiuti per strada, cassonetti bruciati, addetti alla raccolta in sciopero perché non pagati. E sullo sfondo il solito panorama di raccolta differenziata ai minimi termini, impianti di smaltimento, trattamento e recupero non costruiti e… le ecomafie che fanno affari. In Calabria e nel Lazio, regioni da anni commissariate (la prima dal 1997, la seconda dal 1999), proprio come la Campania (dal 1994), ma che ancora non sembrano capaci di uscire dall’emergenza. Anzi, la Calabria sembrava aver chiuso col commissariamento nell’aprile 2007. Poi è arrivata una nuova proroga fino al 31 ottobre 2007 e, nello scorso giugno, una ulteriore fino alla fine dell’anno. In Sicilia, formalmente uscita dal commissariamento nel dicembre 2006 (la dichiarazione di stato di emergenza era scattata nel 1999), la situazione non pare migliorata. E così torna l’aria di crisi in un settore, quello dei rifiuti, che nelle regioni del Sud sembra non conoscere tregua. È sempre e comunque emergenza. Ma è ineluttabile tutto ciò? « Circostanza o eventualità imprevista » recita alla voce « emergenza » uno dei più noti vocabolari della lingua italiana. Ma la produzione dei rifiuti non è un’ « eventualità imprevista » . È vita quotidiana. Tutti consumiamo e, quindi, buttiamo rifiuti. Ne potremmo produrre meno ( e sarebbe molto meglio…) ma certo non arriveremo mai a quantità zero. I rifiuti fanno parte della nostra vita, sono prodotti della nostra vita. Scarti ma anche materie prime da riutilizzare. Invece…
  «Situazione pubblica pericolosa, che richiede provvedimenti eccezionali » : è questa l’altra definizione di « emergenza » che troviamo nel vocabolario. Davvero appropriata per l’attuale gestione dei rifiuti in gran parte delle regioni del Centrosud. « Fortunato il Paese che non ha bisogno di eroi » : parafrasando la notissima affermazione Bertolt Brecht potremmo dire « fortunato il Paese che non ha bisogno di commissari straordinari » . Invece ogni problema ( non solo i rifiuti…) si porta dietro il suo commissario. Il salvatore della patria, prefetto, generale o sottosegretario che sia. Si corre dietro all’emergenza (quella della seconda definizione), sempre alla ricerca di luoghi dove buttare i nostri rifiuti: discariche, quando va bene, se no cave o quant’altro. Ma gli spazi non sono infiniti: così l’autonomia delle discariche siciliane è di due anni, quella laziale forse meno, e per la Calabria resta un punto interrogativo. Nel frattempo la raccolta differenziata è ferma all’ 11% nel Lazio e in Campania, all’ 8% in Calabria e al 6,6% in Sicilia. Ben lontano da quel 35% che ci aveva imposto l’Europa. Tutto il resto viene buttato da qualche parte, il classico ‘ tappeto’ sotto il quale nascondere la polvere. Mentre gli impianti di termovalorizzazione ( peraltro poco utili se non si fa la differenziata) non si costruiscono, tra ricorsi di cittadini e sindaci, veti ministeriali ( quelli del precedente responsabile dell’Ambiente, il Verde Alfonso Pecoraro Scanio) e stop europei. Intanto, in Campania come nel Lazio, in Calabria come in Sicilia, si fanno avanti, come sempre, i clan delle ecomafie, sempre pronti ad offrire camion e ‘ buchi neri’ dove risolvere, per il momento, il quotidiano problema della monnezza. Per loro, ma anche per politici e amministratori collusi, l’emergenza è sempre oro.

Leave a Response