La riviera jonica “snobba” lo sciopero della pagnotta

Oggi sciopero della spesa in Sicilia, proclamato dal Codacons “contro il caro pane e pasta”. Ma mentre a Palermo si sono susseguite manifestazioni per tutta la mattinata nella riviera jonica pochissimi ne erano a conoscenza. Da Scaletta Zanclea a S. Alessio nei supermercati si è continuato ad acquistare tranquillamente i beni di prima necessità. Quasi nulla dunque l’adesione a quello che è stata ribattezzato lo “sciopero della pagnotta”. Lo scopo era quello di mandare un segnale forte alle istituzioni da parte di tutti i consumatori siciliani, vittime del caro vita e spesso impossibilitati a comprare anche i beni di prima necessità.
A Napoli il pane costa il doppio che a Milano: 1,93 euro al chilo contro 3,61 euro. Mentre nelle altre città i valori variano tra i 3,47 euro al chilo a Bologna, 2,71 euro al chilo a Palermo, 2,47 a Torino, 2,28 a Roma e 2,39 a Bari. E’ quanto emerge da una analisi svolta dalla Col diretti.
“La forte variabilità del prezzo del pane da città a città è una evidente dimostrazione che – sottolinea Coldiretti – l’andamento del prezzo dipende solo marginalmente dal costo del grano che è fissato a livello internazionale. Peraltro – precisa l’Associazione – le quotazioni del grano tenero per il pane si sono ridotte dall’inizio dell’anno del 40% per raggiungere il valore di circa 0,20 euro al chilo che, secondo il servizio Sms consumatori del ministero delle Politiche agricole, diventano 0,36 euro quando si trasforma in farina all’ingrosso e in 2,80 euro al chilo quando diventa pane, con un aumento di quasi il 1300% dal campo alla tavola. Una moltiplicazione che rischia di avere conseguenze negative per i consumi con gli acquisti familiari che sono calati del 2,5% per il pane nel primo semestre dell’anno”.

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