Taormina. …E il Teatro Antico si sgretola

TAORMINA – Nuovo intervento del quotidiano “la Repubblica” sullo stato del patrimonio artistico e culturale di Taormina e sui problemi della loro gestione. Questa volta, dopo l’Isolabella, il quotidiano romano si interessa del Teatro Antico. Scrive Alfio Lisi: “Sembra proprio che nessuno si accorga che ogni giorno, o meglio ad ogni spettacolo, quando all’interno del Teatro si riversano migliaia di persone, il materiale che tanti secoli fa furono usati per la sua realizzazione, si sgretolano. A queste condizioni, ha un futuro il monumento, calpestato, nel periodo estivo, da decine di migliaia di spettatori?”. Secondo l’autore della nota, la risposta è una sola: no.
Scrive ancora, “la Repubblica”: “Non si sa se la Soprintendenza ai Beni culturali di Messina, e di conseguenza l’assessorato regionale ai Beni Culturali, abbia mai considerato il danno provocato dal calpestio degli spettatori che si recano all’interno del Teatro non per visitarlo ma per assistere a spettacoli vari, durante i quali, ovviamente, non si fa distinzione tra uno stadio e un bene inalienabile che, per fortuna, in  molti hanno imparato a riconoscerlo come patrimonio dell’Umanità”. Scrive, ancora, Lisi: “Se nessuno metterà fine a tale, continuo, scempio, il Teatro Antico di Taormina non potrà avere alcun futuro: pezzo per pezzo sarà sostituito con nuovo materiale, cancellando così facendo, ogni traccia della sua storia e delle sua identità. Speriamo che intervenga l’Unesco”.
Un articolo, quello de “la Repubblica” che non ha bisogno di alcun commento, di nessuna aggiunta. In poche battute, Alfio Lisi è riuscito a mettere in evidenza un problema che da anni si dibatte a Taormina, a Messina ed a Palermo, determinando una serie infinita di polemiche. Finora a dire l’ultima parola sul monumento taorminese è stato l’assessorato regionale ai BBCC che, in barba a tutte le “denunce” ha determinato il bello e cattivo tempo. Anzi ha fatto, per gran parte, quello brutto tempo, autorizzando, da diverse estati a questa parte, decine di concerti nazional-popolari che nulla hanno a che vedere con la cultura e con la delicatezza e preziosità  del sito. Intanto, come dice Lisi: “Il Teatro si sgretola”.

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