S. Teresa. La Val d’Agrò cambia volto

S. TERESA – Una pista pedonale e ciclabile di quasi 10 chilometri, aree attrezzate con gazebo e panchine, cavee per spettacoli all’aperto, ponti in legno e persino due laghetti artificiali: cambia il volto dalla Val d’Agrò grazie al progetto da 4 milioni di euro realizzato dal Pit13. Un’opera ormai in dirittura di arrivo che sarà completata entro la fine di ottobre. Giusto il tempo di mettere a dimora centinaia di nuove essenze arboree lungo il percorso pedonale ricavato lungo l’alveo del torrente Agrò. Pista che nonostante non sia ancora ufficialmente aperta viene già utilizzata da decine di persone ogni giorno. “Si tratta di un progetto che integra 8 Comuni della Val d’Agrò – spiega il project manager del Pit13, Carmelo Trimarchi – che forse per la prima volta hanno deciso di stare insieme concretamente e non soltanto a parole. Abbiamo trasformato il torrente Val d’Agrò da pattumiera in risorsa per l’intero territorio, realizzando in ogni Comune aree attrezzate che saranno restituite alla fruizione dei cittadini”. A S. Alessio sono stati creati due laghetti artificiali e una cavea per ospitare manifestazioni e spettacoli, mentre un ponte in legno unisce quest’area con la sponda santateresina. Intervento simile tra Casalvecchio e Forza d’Agrò, dove un altro ponte in legno permette il rapido collegamento tra l’abbazia dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò e gli scavi archeologici di Scifì. Il tutto ulteriormente valorizzato dalla presenza del pregevole centro sportivo polivalente di Savoca, che è diventato, grazie agli ultimi interventi, un punto di riferimento per l’intera Provincia. Insomma i presupposti per cambiare pagina ci sono tutti. Toccherà adesso alla politica fare la propria parte. Ma non solo. “Bisogna responsabilizzare le persone – continua l’ing. Trimarchi – e fare fronte comune contro i vandali o contro chi utilizza l’alveo del torrente per depositarvi rifiuti e inerti. Occorre cambiare la tendenza e salvaguardare un bene che appartiene a tutti noi”. Resta il grosso nodo della gestione della struttura. “Sino ad ora si è solo parlato di questo ma non sono state prese decisioni in merito. La mia idea – conclude il responsabile del Pit13 è che si possa utilizzare allo scopo il Consorzio Val D’Agrò, che sino ad ora si è occupato di valorizzazione ma che potrebbe anche gestire concretamente quest’area”.

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