Fondi Ue, la Sicilia avrebbe perso 1 mld di euro

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Il presidente della Federalberghi-Uras Sicilia, il taorminese Sebastiano De Luca, ha scritto al presidente della Regione Raffaele Lombardo per denunciare che quasi un miliardo di euro, dei fondi strutturali europei (vale a dire, anche, incentivi alle attività private), non sono stati spesi e rischiano di tornare al mittente. Una cocente denuncia quella di De Luca che merita tutta l’attenzione possibile perché, se confermata, mette in evidenza quelle che sono le capacità politiche e programmatiche di una Regione che ha necessità di tutte le risorse a disposizione per cercare di recuperare il ritardo nello sviluppo che la costringe a restare nelle ultimissime posizioni delle regione italiane. Vuol dire che la Sicilia non ha saputo spendere una vera e propria montagna di soldi che avrebbero potuto  contribuire a migliorare imprese esistenti ed a farne nascere di nuove; fondi che avrebbero permesso la creazione di tanti nuovi posti di lavoro. Per restare nel campo del turismo, quello che interessa De Luca e gli albergatori siciliani, i fondi non utilizzati avrebbero potuto consentire un potenziamento del settore e la determinazione di progetti legati, anche, al superamento della stagionalità ed alla ricerca di nuovi mercati.
Secondo il presidente degli albergatori siciliani: “Il nuovo ciclo di programmazione è, appunto, ancora in fase di definizione; il Documento Unitario di Programmazione è stato distribuito in bozza al forze sociali lo scorso luglio 2008, ma ancora non è stato esitato. Questo è semplicemente incredibile perché sono passati 2 anni dall’inizio nominale e ancora non c’è traccia dell’avvio del Programma”.
De Luca, così continua nella sua denuncia: “Nel frattempo sappiamo già che, malgrado i lodevoli sforzi della Amministrazione, si andrà al disimpegno di svariate centinaia di milioni di euro – con molta probabilità si andrà largamente oltre il miliardo di euro –  tra i quali alcune decine saranno disimpegnati dalle misure riconducibili al turismo: e questo è ancora più incredibile. Infatti, da un lato avremo centinaia di progetti non finanziati e, dall’altro, un disimpegno di centinaia – di milioni”.
Osservazioni e denuncie che non hanno bisogno di commenti.  Sono veri e propri atti d’accusa che non possono che provocare sdegno.
Nella sua lettera, De Luca si lascia andare ad un commento tecnico: “La situazione oggi è che abbiamo centinaia di progetti reputati ammissibili che però non si è riusciti a finanziare per esaurimento fondi sui vari specifici bandi e centinaia, che invece andranno a disimpegno. Al di là del fatto che è già estremamente grave che un simile paradosso si possa essere verificato, malgrado gli avvertimenti ricevuti, saranno pesanti le ricadute negative sul nuovo ciclo di programmazione, sia in termini finanziari ma, soprattutto,  in termini di credibilità stessa della politica per il turismo, messa in atto dalla Regione Siciliana attraverso la propria programmazione economica”.
Per dare la possibilità di valutare appieno il senso delle denunce di De Luca, pubblichiamo di seguito il testo integrale della sua lettera. Si tratta di un documento che si può ritenere essenziale per capire certi fenomeni tutti siciliani, per capire il perché il piano di sviluppo  regionale è al palo, da anni, anzi da sempre.

        Egregio On.le
        Dott. Raffaele Lombardo
        Presidente della Regione Siciliana
        P A L E R M O

        Egregio  On.le
        Dott. Titti Bufardeci
      Assessore Regionale Turismo
Comunicazioni e Trasporti
        Via Notarbartolo, 9
        P A L E R M O

Programmazione economica Fondi Strutturali Europei

A pochi mesi dalla chiusura definitiva del ciclo di programmazione di Agenda 2000 che avverrà entro il 31 dicembre con la rendicontazione finale di tutto il POR e dopo quasi 2 anni dall’inizio nominale del nuovo ciclo 2007/2013, riteniamo indispensabile sottoporVi alcune  riflessioni inerenti il comparto del turismo e non solo.
1) Il nuovo ciclo di programmazione è, appunto, ancora in fase di definizione; il Documento Unitario di Programmazione è stato distribuito in bozza al partenariato sociale ( luglio 2008) ma ancora non è stato esitato. Questo è semplicemente incredibile: sono passati 2 anni dall’inizio nominale e ancora non c’è traccia dell’avvio del Programma;
2) Nel frattempo sappiamo già che, malgrado i lodevoli sforzi della Amministrazione, si andrà al disimpegno di svariate centinaia di milioni di euro – con molta probabilità si andrà largamente oltre il miliardo di euro –  tra i quali alcune decine saranno disimpegnati dalle misure riconducibili al turismo: e questo è ancora più incredibile. Infatti, da un lato avremo centinaia di progetti non finanziati e, dall’altro, un disimpegno di centinaia – di milioni!
3) Fin dalla stesura del POR nel 1999 – al quale abbiamo contribuito come Associazione di Categoria – e poi in questi anni, in ogni occasione di incontro con tutti i Presidenti dei vari Governi Regionali e tutti gli Assessori al ramo, abbiamo sempre sostenuto che la logica della spesa per il sostegno agli investimenti privati da parte della Amministrazione Regionale andava basata innanzi tutto sulla funzionalità. Per il turismo significava che, una volta selezionati i progetti ammissibili pervenuti in risposta a un dato bando attraverso una specifica graduatoria, andava assicurata – semplicemente – la copertura finanziaria per tutta la graduatoria, prima di indire un altro bando!

4) Orbene, la situazione oggi è che abbiamo centinaia di progetti reputati ammissibili che però non si è riusciti a finanziare per esaurimento fondi sui vari specifici bandi e centinaia, come già evidenziato, che invece andranno a disimpegno. Al di là del fatto che è già estremamente grave che un simile paradosso si possa essere verificato, malgrado gli avvertimenti ricevuti, saranno pesanti le ricadute negative sul nuovo ciclo di programmazione, sia in termini finanziari ma, soprattutto,  in termini di credibilità stessa della politica per il turismo, messa in atto dalla Regione Siciliana attraverso la propria programmazione economica.
5) Il problema non è, solamente organizzativo-burocratico. Il problema è squisitamente politico. I documenti stessi emanati dalla Amministrazione, comprovano che i propositi enunciati, in termini di programmi e obiettivi che si vogliono perseguire, sono in gran parte condivisibili, anche sufficientemente condivisi con il partenariato sociale. Tuttavia tali obiettivi, negli anni trascorsi e tutt’ora, nella realtà dei fatti compiuti,  non sono stati e non stanno diventando priorità politica dell’intera azione del Governo Regionale, e meno che mai, a cascata, delle varie Amministrazioni Locali.
6) La congiuntura economica negativa  in Sicilia è aggravata dalle storiche carenze strutturali e infrastrutturali. Di conseguenza, tutti i settori soffrono, e quello turistico diventa la cartina di tornasole degli andamenti negativi: gli operatori del settore fanno il possibile per attrarre e accogliere al meglio gli ospiti ( viaggiatori, visitatori, turisti). Essi, tuttavia, operano cercando di far funzionare al meglio gli strumenti di fruizione del territorio di cui dispongono. E’ il territorio con il suo “appeal”, la propria immagine, le proprie opere d’arte, l’ambiente, i paesaggi, la propria qualità di vita, la propria dinamicità economica, che compongono il “prodotto turistico”. Gli  operatori della filiera in generale, e gli albergatori in particolare, mettono a disposizione di tutti gli interessati strumenti di servizio per usufruire di tale prodotto!  Allora diventa evidente che la crisi è del territorio, non del turismo! La crisi è nel prodotto. Se c’è sviluppo del territorio, in tutte le sue componenti e articolazioni,  allora c’è anche sviluppo nel turismo. 
7) Leggendo i documenti di programmazione economica regionale, tale impostazione è estremamente chiara, ed è in linea con i documenti nazionali preparatori di questo ciclo di programmazione, in gestazione fin dal 2005.  Le proposte per il comparto sono, poi, estremamente pertinenti con la valorizzazione dei vari sub-territori regionali, sulla base delle loro vocazioni culturali e ambientali, e la conseguente valorizzazione dei vari segmenti di prodotto di tipo turistico, il sostegno al contempo agli operatori – sopratutto se compartecipi di una filiera – al fine di migliorare sempre più la qualità della fruizione dei servizi. Siamo perfettamente consapevoli che i processi di sviluppo locale sono, per definizione, estremamente lenti, ma prima o poi bisogna pur metterli in moto!

8) Ci permettiamo di proporVi, per il comparto di nostra competenza,  una serie di azioni immediatamente calendarizzabili, che riportiamo qui di seguito in un ordine logico e non cronologico, e che riteniamo siano rispondenti alla operatività strategica che la Regione Siciliana stessa si è data,  atteso che l’analisi è condivisa e che gli obiettivi sono stabiliti:
a) emanare i bandi utili a dare sostegno alle Amministrazioni locali per le migliorie territoriali da apportare,
b) definire una dettagliata strategia di promozione territoriale e  sub-territoriale (la vecchia promozione e propaganda turistica) legata ai vari segmenti di mercato della domanda e alle potenzialità vacazionali dell’ offerta, comprensiva di eventi, manifestazioni, ecc. e, soprattutto, con un serio impianto per analizzare l’efficacia di ritorno di tale strategia,
c) potenziare attraverso l’emanazione degli opportuni bandi le capacità operative delle varie filiere turistiche e dei vari operatori dei diversi territori.
d) dotarsi degli adeguati strumenti legislativi  attraverso la riforma della Legge Quadro Regionale  sul Turismo, che semplifichi finalmente il quadro normativo e che istituisca l’Agenzia Regionale per il turismo, quale organismo operativo, snello e flessibile.

Nessuno pretende risultati immediati. Nessuno pretende clamorose svolte che diano immediata radiosa  prosperità. Desideriamo semplicemente che venga perseguita una politica di sviluppo e non solo che venga enunciata sui documenti di programmazione economica. Desideriamo altresì che venga perseguita nell’ambito di una corretta metodologia, basata sulla co-operazione tra forze politiche, Governo e Amministrazione Regionale, operatori economici e forze sociali, ognuno per la propria parte e competenze.
I tavoli tecnici di concertazione istituiti presso l’ Assessorato Regionale al Turismo sono certamente uno strumento utile che deve continuare a essere messo in condizione di operare, ma il lavoro degli stessi va inserito all’interno della logica sopra delineata, poiché, in assenza di tale impostazione, si tratterebbe di un lavoro inutile.

Cordiali saluti

  Sebastiano De Luca


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