Taormina, ad ottobre convegno sul casinò

Taormina, nella seconda metà di ottobre, ospiterà un convegno nel corso del quale si tornerà a discutere dell’opportunità che il Parlamento vari una legge per la regolamentazione del gioco d’azzardo e, quindi, della possibilità di aprire un casinò in ogni regione italiana. Si riparlerà, quindi, anche, della riapertura del casinò di Taormina che è stata sede di una casa da gioco dal 1963 al 1965.
Al convegno prenderanno parte gli amministratori dei comuni che fanno parte dell’Anit, Associazione nazionale per l’incremento turistico e che, da oltre 40 anni, si batte per controbattere il monopolio delle case da gioco  determinatosi per assenza di una legge sul settore. Dell’associazione, con Taormina, fanno parte: Acqui Terme, Alghero, Anzio, Bagni di Lucca, Capri, Fasano, Gardone Riviera, Godiasco Salice terme, Grado, Lignano Sabbiadoro, Merano, Montecatini Terme, S, Benedetto del Tronto, S. Pellegrino Terme, Salsomaggiore, Spoleto e Stresa.
“La scelta di Taormina come sede del convegno –dice il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua- è un segnale: serve a dimostrare che, per quanto riguarda la Sicilia, la sede naturale di un casinò è da considerare scontata. Taormina –continua- ha pieno diritto a riavere la “sua” casa da gioco”.
L’assemblea dell’ANIT, riunitasi ieri a Roma, ha chiesto che all’incontro di ottobre partecipi il presidente della Regione Siciliana, Raffaele Lombardo. “L’invito –spiega Passalacqua- sarà presentato nei prossimi giorni. La presenza del governatore può essere determinante per l’iter delle procedure parlamentari legate alla discussione di una legge di regolamentazione dei giochi pubblici. Chiederemo a Lombardo di presentare al governo nazionale la richiesta di discutere l’argomento per arrivare al varo di norme sul gioco d’azzardo. Se la richiesta sarà presentata dalla Sicilia, regione a Statuto Speciale –spiega- il Parlamento è tenuto ad esitare il ddl entro 30 giorni. Questo vuol, dire che la discussione su nuovi casinò in Italia e, per quanti ci riguarda, di quello di Taormina, potrebbe iniziare e concludersi entro la fine dell’anno. E’ una possibilità che intendiamo verificare”.
Intanto continua a tenere banco la proposta del casinò di Venezia che vorrebbe investire su Taormina aprendo una sala giochi nella quale piazzare, in base a quanto dispone il decreto-legge numero 223 del 4 luglio 2006- una trentina di slot machine. “Sono stato a Venezia per seguire la Mostra del Cinema in qualità di presidente di TaorminArte. Nell’occasione –spiega Passalacqua- ho incontrato i dirigenti del casinò di Venezia che mi hanno spiegato i termini dell’offerta. Si tratta di un “pacchetto” che non riguarda solo le macchinette da piazzare a Taormina. Quanto prospettatomi sarà oggetto di una valutazione politica in seno alla Giunta municipale ed al Consiglio comunale”.
Intanto si è appreso che Lignano Sabbiadoro, comune che fa parte dell’ANIT come Taormina, ha rinunciato alle slot machine del casinò di Venezia. Il comune turistico in provincia di Udine ha deciso di continuare a battersi per ottenere l’autorizzazione a gestire un casinò vero e proprio. In pratica, ha detto no a quello che è stato giudicato un surrogato. “E’ proprio così. Dopo il no del comune –dice Passalacqua- il casinò di Venezia, a Lignano Sabbiadoro, ha stipulato un accordo con una discoteca. Una decisione che non voglio nemmeno commentare”.

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