GLI INSEGNANTI PRECARI RICICLATI NEL TURISMO

di Giuseppe Monaco

 Gli insegnanti precari che non troveranno più collocazione nella scuola, saranno riciclati. Il ministro, Mariastella Gelmini, li vuole passare dal settore scuola al turismo. “Visto che il sistema scolastico non li può assorbire, dovremo collocarli altrove. Nel turismo c’è spazio”. Al ministro della PI ha già risposto il sottosegretario con delega al turismo, Vittoria Brambilla, secondo la quale: “Non ci sarà nessun travaso automatico.”. La Brambilla, contemporaneamente, ha dichiarato che la proposta della Gelmini è allo studio ma che non riguarderà solo il settore del turismo. I precari della scuola che rimarranno senza cattedra potrebbero – ha detto – interessare il ministero per i beni cultural, un settore che ha bisogno di personale qualificato. “I lavoratori della scuola in esubero – aggiunge la Brambilla – potremmo essere impiegati nella formazione degli operatori turistici”. “Ben vengano le riconversioni e gli investimenti in risorse umane per il turismo – dice John Winteler, presidente di Federturismo-Confindustria,  a commento dell’ipotesi secondo cui parte dei precari della scuola potrebbero essere assorbiti dal settore turistico – ma bisogna ricordare che il turismo richiede competenze specifiche e professionalità senza le quali non si può davvero trasformare quest’industria in un’occasione di sviluppo per l’Italia intera”.
I precari che rischiano di rimanere disoccupati sono, secondo un calcolo del Ministero della PI, circa 200 mila. Non si conosce il numero di quelli che hanno operato in Sicilia. Considerando, però, che proprio nella nostra regione le riforme della Gelmini prevedono il maggior numero di tagli, si può credere che una gran parte dei quanti rimarranno senza cattedra saranno insegnanti siciliani. Cosa li aspetta, al momento, nessuno lo sa.

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