Turismo. Al taorminese De Luca il Premio Liolà

TAORMINA – All’imprenditore taorminese Sebastiano De Luca è stato assegnato il Premio Nazionale “Liolà”, promosso dall’associazione socio-culturale “Primosole”. La consegna del riconoscimento è avvenuta lo scorso venerdì in un albergo di Cinisi.
De Luca, da anni, è ai vertici degli albergatori siciliani quale presidente dell’Uras-Federalberghi e vice presidente nazionale di Federalberghi. In questa veste ha preso ripetutamente parte al dibattito sulla modernizzazione del turismo in Sicilia.
“La sfida non è unicamente sullo sviluppo del turismo ma sullo sviluppo dell’intera economia isolana”. E’ quanto scrive De Luca, presidente nell’editoriale che apre l’ultimo numero della rivista ufficiale dell’Uras. Commenti e proposte quelli di De Luca, che vale la pena leggere anche per avere chiaro il quadro delle iniziative che gli operatori turistici propongono alla classe politica ed agli amministratori siciliani.
Sebastiano De Luca è da diversi anni alla testa degli albergatori siciliani. Comunque è e resta un imprenditore taorminese e, quindi, conosce la realtà del territorio nel quale opera e nel quale ha iniziato la sua carriera di manager turistico. Il suo editoriale, ovviamente, guarda alla situazione complessiva della Sicilia ma, dalle sue osservazioni, si possono ricavare spunti per capire cosa gli albergatori vogliono dalla politica siciliana e dalla Pubblica Amministrazione. Dal suo testo, si possono, anche, estrapolare spunti da offrire all’attenzione degli amministratori e degli operatori del comprensorio turistico di Taormina.
“Se l’intera isola, cresce, è dinamica, trova una sua posizione e una sua specificità nell’ambito di contesti di più vasto riferimento –scrive- allora cresceranno i motivi, anche quelli culturali, per i quali è interessante venire in Sicilia e questo favorirà grandemente la crescita del turismo. Pertanto, considero strategico la formazione professionale a tutti i livelli, non ultimo quello del personale pubblico e privato a contatto con il pubblico”. De Luca aggiunge: “ L’offerta turistica è spesso connotata da un pullulare d’imprese di piccole dimensioni, molte delle quali a conduzione familiare. Una realtà che impone agli operatori di aprirsi ad un rapporto di forte integrazione e collaborazione che permetta loro di conseguire una riduzione dei costi a fronte di servizi più moderni ed appetibili. Inoltre la diffusione della rete informatica rende in molti casi obsoleta l’intermediazione turistica, quanto meno nelle forme fin qui praticate”. Da qui le proposte: “E’ necessario – scrive De Luca – sviluppare progetti di programmazione su base locale e definire un progetto di sviluppo turistico a partire dal territorio. In questo senso, la proposta per la costituzione di un’Agenzia regionale del turismo con le dovute articolazioni territoriali – che propugniamo da anni – ritengo sia la soluzione e lo strumento migliore per intervenire a patto che si ponga attenzione all’assetto giuridico dei Sistemi Turistici Locali, che debbono muoversi seguendo criteri omogenei per il loro riconoscimento per non complicare ulteriormente il già affollato quadro istituzionale di riferimento”.
L’editoriale di De Luca -limitandosi a guardare alle cose del territorio, del comprensorio di Taormina, che richiama quasi il 40 per cento dei turisti che scelgono la Sicilia per le loro vacanze- porta ad una considerazione: è tempo di “fare squadra”. Secondo l’URAS-Federalberghi, quindi, è necessario mettere insieme le capacità, le risorse, le esperienze di tutti per proporsi ai mercati nazionali con progetti ed iniziative capaci di valorizzare l’esistente. Parte da questo concetto l’invito a Taormina, Giardini Naxos, Castelmola, Letojanni, il Parco dell’Alcantara, i comuni della costa ionica, di mettersi insieme al di la delle logiche campanilistiche per “confezionare” un unico pacchetto turistico, articolato sulla base della posizione e delle risorse dei singoli comuni, dei singoli operatori. In questa maniera, per esempio, Taormina, che del comprensorio è leader, potrebbe far crescere le sue potenzialità proiettandosi verso realtà attualmente poco conosciute e pubblicizzate. Queste, da parte loro, potrebbero sfruttare la fama e la popolarità di Taormina e Giardini Naxos ma anche di Letojanni e Castelmola per mettere in risalto e far diventare produttivi le loro specificità, i loro tesori.
Fare squadra, insomma, può voler dire –come suggerisce De Luca- far crescere, sul piano turistico e sociale, l’intero territorio. Non è più tempo di campagne promozionali fai da te, di velleitarie iniziative, di splendidi isolamenti. Solo mettendosi insieme si può migliore l’immagine dei singoli e potenziare le capacità d’attrazione dell’intero territorio. Si può, contemporaneamente, far crescere la forza contrattuale di tutti nei centri dove si scelgono le politiche turistiche per la Sicilia. Come dire che “fare squadra” vuol dire che “l’unione fa la forza”, politica e commerciale.

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