Taormina. “Stati generali” su futuro della città

TAORMINA – E’ stata per prima questa testata, Tele90, a lanciare la proposta di un’assemblea generale da indire per cercare di trovare le risposte più appropriate per decidere quale deve essere il futuro di Taormina. Ora c’è chi ha ripreso quell’idea. In prima fila c’è il presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri. Pare, addirittura, che l’iniziativa potrebbe scattare prima della fine dell’anno.
Taormina, insomma, si appresta a mettere fine ad un’epoca fatta di scelte di vertice, maturate senza avere il polso dell’opinione pubblica, degli operatori, delle forze sociali. Adesso, però, è tempo di fare un’analisi attenta su quanto è stato fatto e su quanto giova per mantenere la città al vertice delle classifiche turistiche non solo siciliane ma nazionali. Non va dimenticato, infatti, che questa è una città che anche in momenti di crisi come questo, ospita un milione di turisti l’anno e che richiama qualcosa come 4 milioni di visitatori. E’ la città che nei suoi alberghi ospita garantiti dal massimo della riservatezza possibile, magnati capaci di pagare, per un appartamento in albergo, anche 6000 euro al giorno, intellettuali di fama internazionale, personaggi politici di fama internazionale, artisti. Quale altra località turistica siciliana e del sud Italia ha questo tipo di bilancio? Da questi numeri che bisogna partire per guardare avanti. Non è sicuramente il momento di piangersi addosso. Non è necessario e nemmeno opportuno. E’ apprezzabile che la classe politica che attualmente governa la città abbia recepito la necessità di approfondire l’analisi sui bisogni e di ascoltare quanto ha da dire la città in tutte le sue sfaccettature, le sue componenti. Non è più tempo di amministrazioni arroccate nelle stanze di Palazzo dei Giurati. Convocando un’assemblea generale si ha la possibilità di portare la politica nelle strade, nei negozi, negli alberghi e di far entrare in Municipio imprenditori, sindacati, massaie ed impiegati, studenti, artigiani e pensionati. Il futuro di Taormina deve essere scelto e costruito da tutti, attingendo alle esperienze dei rappresentanti delle categorie, della società civile. Se è vero che democrazia vuol dire delegare non è vero che i delegati, solo perché hanno ricevuto l’investitura, sono i depositari di tutte le verità. In una democrazia compiuta il rapporto tra elettore ed eletto deve essere basato sulla fiducia reciproca, sullo scambio di idee e di esperienze. Ecco perché l’assemblea generale rappresenta un momento di studio e di sintesi. Ecco perché la proposta e la conferma di un progetto del genere vanno viste con soddisfazione e vanno incoraggiate. Non rappresentano l’ultima spiaggia. Arrivare all’assemblea generale vuol dire, anzi, avere l’umiltà di leggere il proprio passato recente e il coraggio di guardare avanti sapendo che Taormina è sempre la prima della classe, la capitale del turismo siciliano, una città d’arte.
Mentre si preparano gli “stati generali”, comunque, sarebbe bene che Palazzo dei Giurati desse uno sguardo alle altre realtà del comprensorio. Non è facile programmare il futuro di Taormina senza la partecipazione, la collaborazione, la solidarietà. Ecco, quindi, che appare indispensabile interessarsi di quanto avviene, di quanto si progetta a Giardini Naxos, a Letojanni, a Castelmola e poi alla valle dell’Alcantara ed alla costa ionica.

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