Guardia medica, Taormina spera in riapertura

Giuseppe Monaco

TAORMINA – A Caltanissetta, da oggi, sono tornate in attività le guardie mediche che erano state chiuse, lo scorso primo luglio, su disposizione dell’assessorato regionale alla sanità. E’ accaduto che il Tar ha sospeso l’ordinanza firmata dall’assessore Massimo Russo autore di un contestato piano di riduzione delle spese sanitarie. Interessanti le motivazioni del Tribunale Amministrativo Regionale: il provvedimento di chiusura dei presidi- secondo i giudici- avrebbe provocato grave pericolo per la salute pubblica. A Caltanisseta città era rimasta aperta una guardia. Proprio questo particolare avrebbe, però, determinato la decisione dei giudici che si sono convinti che, nella città, a seguito dei tagli imposti da Russo, si sarebbe determinata un’evidente sproporzione: un solo medico, da luglio, era chiamato ad effettuare visite domiciliari ed ambulatoriali. Da considerare che a Caltanissetta non mancano gli ospedali e, quindi, i pronto soccorso.
Il provvedimento del TAR è immediatamente esecutivo e, quindi, i presidi chiusi sono tornati a funzionare. La sospensione di Caltanisetta, è destinata a fare da precedente per tutti quegli amministratori comunali, o anche singoli cittadini, che in altre parti della Sicilia, ritengono che la chiusura delle guardie mediche può aver determinato problemi. Probabilmente, l’assessorato regionale farà ricorso al Consiglio di Giustizia Amministrativa per cercare di modificare l’ordinanza che riguarda il capoluogo nisseno. Comunque, il TAR si esprimerà in maniera definitiva il prossimo 8 ottobre.
Quanto accaduto a Caltanissetta, con molta probabilità, potrebbe far scattare la reazione del comune di Taormina. La chiusura della guardia medica di piazza San Francesco di Paola, infatti, ha sicuramente determinato gravi problemi all’utenza e pregiudizio per la salute pubblica. Non è vero, infatti, che le esigenze dei diecimila cittadini residenti e dei quasi 4 milioni tra turisti e visitatori possono essere soddisfatte in maniera ottimale dal pronto soccorso dell’ospedale San Vincenzo già sull’orlo del collasso perché non calibrato rispetto alle richieste a cui deve far fronte. 
Stesso discorso, anche se con caratteristiche diverse per numero di utenti, si può fare per gli altri comuni del comprensorio che sono stati coinvolti nel giro di vite deciso dall’assessore Russo.
Per quanto riguarda Taormina, la situazione venutasi a creare è da considerare delicata. Per tutta l’estate, quando la capitale del turismo siciliano, è stata letteralmente presa d’assalto dai turisti, dalle 20 alle 8 non era presente in città nessun medico per soddisfare le esigenze di quanti hanno avuto bisogno di prestazioni sanitarie di routine o dovute da malori improvvisi ma non tali da poter interessare il servizio di medicina d’urgenza del San Vincenzo. Una situazione certamente grave visto che Taormina, soprattutto a cavallo di ferragosto, ha denunciato, facendo un conto per difetto, la presenza di almeno 30 mila persone al giorno, compresi i residenti. Tutti sono stati chiamati a fare riferimento al pronto soccorso dell’ospedale che si trova a circa 4 chilometri dal cento, dove si trovano il maggior numero di alberghi, il Teatro Antico, i due posteggi comunali capaci di ospitare poco meno di 2000 auto. Una situazione sicuramente che l’assessore Russo non conosce bene o non ha valutato con attenzione. Ha ritenuto che tutto potesse essere risolto grazie alla presenza dell’ospedale e del suo servizio di pronto soccorso. Le cose, evidentemente, non stanno nel modo in cui crede l’assessore regionale. Taormina, per le sue caratteristiche, ha esigenze che sono ben diverse da quelle di altre città con uguale numero di residenti. E’ una città “fisarmonica”: in certi periodi ha diecimila abitanti, in altri arriva ad averne (per la presenza dei turisti) 15 mila, in altri ancora 20 mila per arrivare al clou dell’estate, quando gli utenti diventano anche 50 mila. Non è possibile, pertanto, stabilire un piano “fisso” di assistenza sanitaria. E’ evidente, invece, che è indispensabile dotare la città di presidi sanitari di base ben congegnati ed a livello europeo, comprese le guardie mediche o di un ambulatorio. Questo non toglie che l’assessore Russo dovrebbe cominciare a valutare la necessità di potenziare il pronto.  soccorso dell’ospedale che, così com’è al momento, non riesce a far fronte alle necessità della città e del comprensorio.
Altro che chiudere la guardia medica. Taormina ed il suo comprensorio, per quanto riguarda l’assistenza sanitaria, di base ed ospedaliera, merita grande attenzione, forse anche un piano speciale. 

Leave a Response