Taormina. Musica notturna, indaga la Procura

Giuseppe Monaco

TAORMINA- Musica si, musica no. Quanti decibel. Intrattenimento in spazi e locali non autorizzati. Sono questi gli estremi di quello che è diventato il “caso Taormina” e del quale si sta interessando la Procura di Messina. Per capirne di più, sono intervenuti anche i tecnici dell’Agenzia regionale per la protezione ambientale. Quando l’inchiesta sarà ultimata e quando il “caso” arriverà nelle aule di Giustizia, di Taormina e dei suoi locali pubblici si parlerà in tutta Italia. In gioco ci sono una parte, non di poco conto, delle attività turistiche estive e il diritto, riconosciuto dalle leggi e da una recente sentenza della Cassazione, di ogni singolo cittadino di poter vivere nella propria abitazione senza essere “aggredito”,  anche se solo a suon di musica, da terzi. Le determinazioni che la Magistratura messinese adotterà (presumibilmente entro il 2009) sul “caso Taormina” sono destinate a fare giurisprudenza, ad essere un precedente importante per tutta Italia. Si parla di un importante risarcimento, a favore dei privati, a seguito dei danni provocati dalla musica prodotta da alcuni operatori turistici. La magistratura è intervenuta e intende avere chiara la situazione sulle emissioni sonore dei locali d’intrattenimento che operano a Taormina, anche in pieno centro storico, in mezzo alle case di “incolpevoli” cittadini. Le indagini sono state affidate alla Polizia di Stato che ha compiuto una serie d’accertamenti tecnici ed ha in programma un’attenta operazione di controllo e di contrasto.  Due tecnici dell’Arpa sono stati ospitati nella terrazza di un’abitazione privata. Hanno piazzato le loro attrezzature che per diverse ore, dalle 22,00 alle 02,00, hanno “capitato” tutti i suoni provenienti da alcuni locali che di notte intrattengono i loro clienti a suon…di musica pop e disco. I risultati ufficiali dei rilevamenti non sono ancora noti. Pare però che i tecnici dell’ARPA abbiano rilevato livelli d’inquinamento acustico superiore a quelli previsti dalle leggi e dai regolamenti comunali. Altre indiscrezioni fanno rilevare che la rilevazione è stata effettuata dopo che gli agenti del Commissariato di PS avevano diffidato i gestori dei locali che si trovano, quasi tutti, nelle vicinanze di piazza Duomo e piazza San Domenico. Un particolare che fa pensare alla possibilità che gli interventi degli agenti della Polizia di Stato siano serviti a convincere gli operatori a moderare la loro attività d’intrattenimento notturno. Per questo, in quei giorni, l’inquinamento era meno evidente del solito.  Malgrado ciò, al momento dei rilievi dell’Agenzia, i pub sarebbero stati, lo stesso, non in regola. L’attività della Magistratura sarebbe scattata a seguito delle innumerevoli segnalazioni firmate da cittadini che abitano nelle vicinanze dei locali. La Polizia di Stato, da parte sua, starebbe operando su mandato dei giudici ma anche nell’ambito di un programma interforze voluto dall’amministrazione comunale. Sono stati direttamente il sindaco, Mauro Passalacqua, e l’assessore comunale alla Polizia Urbana, Costantino Papale,  a chiedere la collaborazione della Polizia proprio a scoraggiare i fracassoni.
A proposito di musica, decibel, locali notturni e quiete, sta interessando non poco l’opinione pubblica la richiesta di risarcimento presentata da un privato la cui casa si trova proprio a ridosso della zona in cui operano, soprattutto in estate, alcuni dei locali sotto osservazione. A detta del ricorrente l’inquinamento acustico avrebbe provocato danni economici non indifferenti: la sua abitazione avrebbe perso valore. Nessuno pare intenzionato ad acquistare uno stabile nel quale è praticamente impossibile riposare e vivere serenamente. Il privato, ha chiesto ai gestori dei locali fracassoni un risarcimento di 500 mila euro. Nell’esposto si parla, anche, di danno psicologico e biologico. Coinvolto anche il comune di Taormina, responsabile, secondo i legali del ricorrente di “non essere intervenuto per bloccare l’attività dei locali”.

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