Taormina, "No a mini-casinò”

TAORMINA- I lettori di www.tele90.it hanno detto no ad un mini casinò targato Venezia. I risultati del sondaggio sono chiarissimi. Il 61,68 per cento dei votanti crede che sia più corretto continuare la battaglia per una legge che autorizzi Taormina ad avere una proprio casa da gioco così come nel periodo tra il 1962 ed il 1965, quando a villa Non Repos, funzionò il casinò ideato e voluto da Mimì Guarnaschelli. Il 38,32 per cento, invece, ha votato per il si. Il sondaggio ha messo a confronto due posizioni: quella del meglio l’uovo oggi che la gallina domani e l’altra ispirata a questioni di principio, di legge, di chiarezza. Ha avuto la meglio la seconda.
Il nostro sondaggio ha, evidentemente una sua valenza. E’ servito ad evidenziare la posizione dell’opinione pubblica. A votare sono stati quanti hanno dimestichezza con i pc, quanti hanno l’abitudine a seguire quanto avviene nel mondo servendosi dei web. Si può, insomma, sostenere che hanno espresso la loro opinione rappresentanti della media borghesia: commercianti, albergatori, studenti, professionisti. Il sondaggio ha una sua valenza perché anche i numeri lo dimostrano. Tanto per fare degli esempi, il portale del maggiore quotidiano italiano, con tirature “milionare”, nei suoi sondaggi raggiunge livelli che vanno tra i 5000 e gli 8000 votanti quando si tratta di rispondere a domande che hanno a che vedere con problemi di carattere sociale e di stretta attualità: 8081 per la scuola, 5791 per alcool e guida. A proposito di sport o di altri argomenti “leggeri”, invece, il numero dei votanti scende vertigionosamente sino, addirittura, a 323. I 137 votanti di Tele90, a proposito della questione casinò a Taormina, quindi, può essere considerato un successo, un grande successo.  I nostri lettori sono, chiamante, molto di meno di quelli del web del quotidiano milanese.
In ogni caso, il risultato del nostro sondaggio può essere utile agli amministratori di Taormina che a breve, giorno 1 settembre, saranno a Venezia per trattare la questione. “Saremo a Venezia –dice il sindaco, Mauro Passalacqua- per la mostra del cinema durante la quale avremo modo di promuovere il nostro festival e di annunciare alcune novità che  scatteranno nel 2009. Tra queste il fatto che i Nastri d’Argento resteranno a Taormina sino al 2011. Per quanto riguarda la mini casa da gioco sentiremo le proposte della direzione del casinò di Venezia. E’ un dovere nell’interesse della città. Le valutazioni saranno fatte in un secondo tempo”.Questo vuol dire che il Comune non ha ancora deciso nulla. Pare, comunque, che, a Palazzo dei Giurati siano in netta maggioranza i favorevoli all’accordo con la casa da gioco della città della laguna. Il perché è chiaro: amministratori e consiglieri comunali,  pensano, al momento, alla possibilità di aprire un nuovo capitolo in entrata nel bilancio comunale. Avere una percentuale (quale?) sugli introiti del mini casinò targato Venezia vorrebbe dire poter risanare le casse comunali, migliore e potenziare i servizi, rendere la città più vivibile ed appetibile.
Sull’altro fronte dello schieramento –tra questi il candidato a sindaco, il parlamentare della Cdl, Carmelo Briguglio- ci sono quanti sono convinti che i tempi sono maturi, dopo 50 anni di battaglie e polemiche, per il varo di una legge nazionale di riordino del settore gioco d’azzardo e giochi pubblici. Taormina, quindi, potrebbe avere presto un suo casinò, completo di tavoli verdi e slot machine e, quindi, uno strumento d’attrazione ben superiore, per fascino a qualità, al mini casinò tutto basato sulle macchinette.
Le posizioni politiche, su questo argomento che ha infiammato politici ed imprenditori, nei prossimi mesi, saranno certamente oggetto di un acceso e partecipato dibattito in Consiglio comunale, la sede naturale nella quale vanno discussi argomenti che interessano l’intera collettività. Sarà l’assemblea cittadina a decidere se accettare l’offerta veneziana oppure no.
Con il suo sondaggio Tele90 ha voluto, semplicemente, aprire una finestra sulla città, far parlare i cittadini del comprensorio, attuare uno strumento di democrazia. I risultati, riteniamo, vanno letti ed analizzati senza alcuna sufficienza, con attenzione. Rappresentano uno spaccato della società civile. Per questo vanno rispettati.

Leave a Response