Sicilia. 28970 posti barca entro il 2011

Giuseppe Monaco

TAORMINA – Entro il 2011, La Sicilia  sarà nelle condizioni di offrire al mercato turistico internazionale 28.970 posti barca. Lo ha reso noto l’assessore regionale al Turismo, Titti Bufardeci che ha specificato che, agli attuali 11.620 se ne aggiungeranno 7.350 nuovi di zecca. I dati attuali, indicano che, in Sicilia i posti barca disponibili sono: 3.130 in provincia di Palermo; 1.845 a Trapani; 1.790 a Catania; 1.600 a Siracusa; 1.260 a Messina; 835 ad Agrigento; 50 a Caltanissetta.
L’assessorato ha anche reso noto un dettagliato quadro su quanto si sta facendo per ampliare l’offerta in un settore in grande espansione. Nell’elenco, gli unici porti in fase di realizzazione in provincia di Messina sono quelli di S. Maria di Salina – dove si prevede di attrezzare 300 posti barca- e di Capo d’Orlando per 650 posti. Non c’è altro. Meglio sottolineare: la previsione per tutto il resto della provincia, almeno sino al 2011, è zero. Dalle previsioni manca, anche, il porto di Giardini Naxos, struttura privata sponsorizzata dal Comune, che aspetta, ancora, di avere tutte le autorizzazioni per dare il via ai lavori. In progetto il potenziamento dell’esistente per fare in modo che l’area turistica più importante e richiesta della Sicilia possa inserirsi, in maniera adeguata in base alla sua posizione di leader in campo siciliano, nel turismo da diporto.
Le dichiarazioni di Bufardeci e la pubblicazione dei dati sui porti siciliani portano ad una conferma: la Regione siciliana non ha nei suoi progetti l’ampliamento ed il potenziamento del porto di Giardini Naxos. A proposito, va ricordato che, addirittura, alcuni uffici dell’assessorato hanno contestato i programmi della società interessata a Naxos che, a sua volta, ha pensato bene di passare alle vie legali per tentare di far valere i sui diritti. La vertenza è ancora aperta. Fatto sta che l’area ionica della provincia di Messina e precisamente il comprensorio di Taormina, a proposito di porti, è fuori listino, fuori gioco, almeno sino al 2011. Da queste parti, non si prevede la realizzazione di nessun porto e nemmeno, come nel caso di Giardini Naxos, il completamento di quello che attualmente è solo un abbozzo d’approdo nel quale, però, gettano l’ancora almeno 100 navi da crociera l’anno. Un assurdo che si aggiunge alla farsa.
Da cosa dipende questo stato di cose non è noto. Per restare nella…norma si può ritenere che, tra Regione e ditta, è in corso una stucchevole vertenza di carattere burocratico. Sarà proprio così?
Nella stessa area geografica, a Taormina, invece, si continua a parlare sulla possibilità o meno di realizzare un porto nella rada di Villagonia, vale a dire a meno di un miglio marino dall’attracco di Giardini Naxos. Ma questo è un altro discorso.
Al momento, pare opportuno limitarsi a verificare e sottolineare la vicenda che riguarda il progetto giardinese. E’ finito nel dimenticatoio o è stato travolto dalla vertenza apertasi per la concessione alla ditta delle aree demaniali inserite nel progetto d’ampliamento?
Una domanda per l’assessore Bufardeci: se è vero, com’è vero, che la Regione punta sulla nautica per potenziare l’offerta turistica siciliana, come mai non s’interessa (direttamente o tramite progetti privati) del comprensorio di Taormina? Si sta parlando dello stesso assessorato della Regione che ha interessi, diretti ed indiretti, a Siracusa, Licata (1500 posti), Balestrate, Marina di Ragusa (1000 posti), Riposto, Pantelleria, S. Erasmo, Porto Palo, Capo d’Orlando Favignana, Avola, Porto Palo, Siciliana. Gli interventi sono misti. In alcuni casi l’assessorato al Turismo è interviene direttamente; in altri opera in partecipazione con privati.
L’area taorminese è esclusa da tutto: per la latitanza della Regione oltre che per l’incapacità degli enti locali. Tanto per fare un esempio: Taormina e Giardini Naxos hanno pensato, sinora, solo a farsi la guerra invece di fare squadra per avere la soluzione al progetto per il completamento dell’esistente. Risultato: non si fa nulla.
Intanto, l’assessore Bufardeci si concede questa dichiarazione: “La giunta di governo considera la portualità uno dei settori fondamentali per lo sviluppo ed il rilancio del turismo siciliano”. Non si capisce, però, perché in questa politica di sviluppo turistico, l’Assessorato al Turismo, abbia deciso di tagliare fuori la costa ionica messinese.

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