TAORMINA, E’ IL MOMENTO DI BATTERE I PUGNI

Le recentissime dichiarazioni dell’assessore regionale al Turismo, Titti Bufardeci, dovrebbero far riflettere, ma solo per un attimo, operatori ed amministratori di Taormina. L’assessore ha parlato di valorizzazione delle eccellenze. Dato che Taormina è, nel suo complesso, un’eccellenza siciliana – in fatto di turismo, di presenza di beni ambientali, archeologici, storici – è chiaro che è questo il momento per far sentire la voce di quella che è, sicuramente, la “capitale del turismo siciliano”. Non ci sono più scusanti, non si può far finta di non aver sentito. E’ questo il momento di parlare, di battere i pugni sui tavoli delle trattative, di mettere a disposizione esperienze. Perdere quest’occasione sarebbe grave. Bufardeci ha detto: “Il turismo deve diventare il motore della ripresa e dello sviluppo dell’economia nella nostra regione”. Parole chiare ma, a guardare bene, sempre le stesse, da almeno 15 anni. Quelle dell’attuale assessore, infatti, sono le stesse di quelle pronunciate da chi lo ha preceduto. Bufardeci ha aggiunto un particolare alle sue dichiarazioni rese note ieri. “E’ arrivato – ha detto – il momento di promuovere davvero la nostra regione”. Una nota interessante se si pensa, come rilevato, che: “In sei anni, alla Sicilia sono stati assegnati qualcosa come 130 milioni da spendere per investimenti nella politica di promozione turistica”. Si tratta di una cifra che fa impressione e provoca stizza se si guarda ai risultati, non solo a quelli di quest’anno. Pare di poter dire che i soldi a disposizione della nostra Regione sono stati spesi male. Fa riflettere, per questo, quanto detto da Bufardeci: “Bisogna cominciare a promuovere davvero il nostro turismo”. Ha ammesso che, sinora, si è solo “giocato e sprecato”? .
Ora, dall’assessore, Taormina, il suo comprensorio, la Sicilia tutta, attendono fatti, iniziative. Basta con le parole. L’assessore pare abbia un piano: “E’ il momento – dice – di sviluppare una forte azione di promozione condivisa, che faccia leva – continua – sulla qualità dei servizi, la valorizzazione delle eccellenze che caratterizzano il territorio e che punti a far crescere la politica dell’accoglienza”.
Ed è qui, alla luce di queste dichiarazioni, che entra in ballo Taormina. La sua classe politica, amministrativa e gli imprenditori, devono farsi sentire, chiedere, dare. Taormina che deve essere in prima fila nella politica d’ammodernamento e potenziamento del sistema turistico siciliano.
Intanto, anche in campo nazionale si tirano le fila di un anno, il 2008, che presenta troppi segni in rosso, quelli che caratterizzano la crisi.  L’estate turistica non è andata bene, il turismo italiano è in crisi, sia quello nelle città d’arte che nelle località di villeggiatura. Sono tutti d’accordo gli operatori del turismo che a questo punto chiedono a gran voce di ricostituire il ministero per il Turismo, investire nella promozione e nelle infrastrutture. “Non sono i prezzi a far rinunciare gli italiani alle vacanze, anche perché – hanno fatto notare gli albergatori- i dati del Tesoro dimostrano che proprio gli alberghi hanno fatto registrare un calo dei prezzi dello 0,8% mentre sono saliti vertiginosamente i prezzi di tutti i generi alimentari e non, dal pane, al latte, agli affitti”.
Sui dati negativi il sottosegretario alla presidenza del consiglio con delega al turismo, Michela Vittoria Brambilla frena: “Che la crisi economica, l’alto costo dei carburanti e l’aumento di molti dei beni di consumo possano aver inciso negativamente anche sul nostro turismo mi pare un fatto più che probabile e, del resto, anche negli altri Paesi europei la stagione ha avuto più o meno lo stesso andamento. Prima però di tirare le somme e quindi di verificare dove, come e quanto siano emersi fenomeni di crisi – conclude il sottosegretario – bisognerà aver raccolto e poi analizzato i dati complessivi che il mio Dipartimento sta raccogliendo e che renderà noti entro la fine di settembre”. 
Bufardeci raccoglie dati e pensa al futuro. La Brambilla, ricorda che anche nel resto dell’UE il turismo è in recessione. D’accordo sulle analisi. Ora, però, è tempo di fatti.

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