Taormina. Isolabella, gestione alla Provincia?

TAORMINA – La Provincia regionale di Messina dovrebbe dire, il più presto possibile, se ha l’intenzione e le possibilità per gestire, come conviene, la Riserva Naturale di Isolabella. Deve dire, insomma, se può interessarsi di quello che, è universalmente, riconoscono come “il biglietto da visita della Sicilia”. Deve fare sapere se può ora, subito, perché pare che la Regione sia intenzionata ad affidarle, con un altro provvedimento a tempo (un pannicello caldo) il famoso sito naturalistico. Se non è nelle condizioni di far fronte ad un impegno del genere, deve mettere nero su bianco e dichiarare all’assessore regionale ai BBCC, ed a quello al territorio, che è bene che a Palermo si pensi ad altre soluzioni. Deve dirlo subito perché è, effettivamente, insostenibile l’attuale stato di cose. Ancora una volta, per quanto riguarda la gestione dei Taormina, bisogna gridare allo scandalo. E’ vero, infatti, che l’Isolabella versa in condizioni di degrado inammissibile, che per la Riserva manca un’indicazione di gestione ed un regolamento d’attuazione. E’ come se lo scoglio taorminese e tutto il resto dell’area che ricade nella Riserva fossero stati dimenticati da chi ha il compito ed il dovere di interessarsi della sua gestione e del suo futuro. In pratica la Regione.
Recentemente, il presidente della Provincia di Messina, Nanni Ricevuto, ha dichiarato di avere in programma la convocazione una riunione della sua Giunta a Taormina, proprio ad Isolabella, per dimostrare qual è il livello d’interesse nei confronti di Taormina, dei suoi problemi e delle sue aspirazioni.
Nessuna riunione di Giunta provinciale si è svolta, sino ad ora, a Taormina. Si sa, però, che la Regione è intenzionata ad affidare proprio all’amministrazione retta da Ricevuto l’Isolabella. Sarà vero? Da Palermo non arrivano indicazioni precise. Da Messina nemmeno. Per questo appare indispensabile ed urgente che la Provincia regionale di Messina dica, con forza e convinzione, qual è la sua posizione in merito.
L’invito è diretto al presidente Ricevuto ma anche all’assessore ai beni ambientali e storici, il taorminese Mario D’Agostino.
E’ da considerare, infatti, che La Provincia ha (se si può dire) dei validi concorrenti. Si tratta, per esempio, della Fondazione Jean Michel Cousteau, l WWF. Il Fai, invece, ha fatto sapere, l’anno scorso, di essere stato contattato dalle Regione ma di aver detto di non essere interessato allo scoglio taorminese. Ha avanzato la sua candidatura il Consorzio per il ripopolamento ittico,  una struttura semipubblica, promossa dalla Regione.
Come dire: dell’Isolabella, tutti ne parlano ma nessuno ha dimostrato di avere intenzioni serie. L’unica ipotesi possibile, quindi, è quella che vede in primo piano la Provincia. Vuol dire che le altre ipotesi sono state bocciate a Palermo? Oppure vuol dire, sul serio, che l’Isolabella non interessa a nessuno, nemmeno al suo legittimo proprietario, vuol dire la Regione Siciliana.
Rompa, perciò, gli indugi, anche con intenzioni provocatorie, la Provincia. Dica se è nelle condizioni di gestire la Riserva di Taormina. I siciliani attendono le decisioni di Palermo e, in prima battuta, quelle della Provincia regionale di Messina.

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