Messina. Cisl: ‘Sia la politica a salvare l’Atm’

MESSINA –  “Non è possibile assistere ancora una volta  al rimpallo delle responsabilità”. Così il segretario generale della Cisl di Messina Tonino Genovese commenta le ultime vicende dell’Azienda Trasporti di Messina.

“Sin dal 2002 – ricorda Genovese – il sindacato e la Cisl in particolare, hanno lanciato idee e soluzioni per riorganizzare e rendere utile, efficiente e produttiva l’Atm. Proposte che sono state rivolte a tutte le amministrazioni succedutesi, sia di destra che di sinistra. Abbiamo, invece, registrato un uso improprio dell’azienda in cui troppe discutibili scelte hanno favorito carriere e interessi politici. Senza pensare alla riorganizzazione, figuriamoci all’ottimizzazione, all’efficacia e all’efficienza”.

Per il segretario della Cisl di Messina il degrado e il declino sono sotto gli occhi di tutti.

“Oggi – denuncia – si grida allo scandalo e al fallimento, ma chi nei giorni scorsi ha ritenuto di operare una diversa applicazione di autisti verso i settori amministrativi? Oggi si grida all’affronto perché si rivendica il diritto allo stipendio e si chiede al sindacato di formulare ancora proposte e ancora disponibilità. E’ ovvio che bisogna risollevare le sorti aziendali rispettando  il diritto della cittadinanza ad avere un servizio di mobilità funzionale e funzionante, ma è altrettanto ovvio che si devono rispettare anche i diritti dei lavoratori. Lavoratori che se saranno rispettati sapranno mantenere anche i loro doveri, con tutto l’amore e il senso di attaccamento all’azienda. Il sindacato – continua il segretario della Cisl di Messina Genovese – non si tirerà indietro, come non lo ha mai fatto. Ma ora basta, sia la politica e l’amministrazione Buzzanca  a dare un definitivo e vero segnale della volontà di giungere alla soluzione del problema. E non si torni a parlare di privatizzazione – avverte Genovese – è inutile e in questo momento incomprensibile.  Per salvare l’Atm è necessario che l’azienda possa gestire tutti i servizi della mobilità urbana per ottimizzare strutture, strumenti e risorse umane, per eliminare gli sprechi ma soprattutto per equilibrare i servizi remunerativi con quelli non remunerativi, che altrimenti ricadrebbero sulla comunità. Di privati che vogliono gestire pezzi di cosa pubblica ne abbiamo esempi amari, anche in questi giorni. E poi, quali privati possono investire e su quali parti dell’azienda possono lucrare i loro giusti profitti?”.

Per la Cisl il termine di svolta è gestire, affidando a chi sa come si gestisce una moderna azienda di mobilità cittadina.

“E’ una fase straordinaria e come tale va governata – afferma Genovese -. Niente cariche politiche, quindi, ma solo incarichi tecnici di provata esperienza nel settore. La politica dia il primo segnale, faccia un passo indietro nella gestione e si occupi solo del governo delle scelte e delle soluzioni, pretendendo risultati e offrendo incentivi sugli obiettivi raggiunti. Il sindacato e la Cisl sapranno fare la propria parte. Come, seppur inascoltati, hanno già fatto”.

 

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