Taormina. Presenze turistiche in calo: -8,70%

TAORMINA – Sono 48.534, rispetto allo scorso anno, le presenze che Taormina ha perso nei primi sette mesi del 2008.  La percentuale di calo è stata calcolata nell’8,70 per cento. Nulla di effettivamente catastrofico viste le condizioni finanziarie in cui versano le famiglie dell’Unione Europea ed in particolare quelle italiane. Tanto per cercare di capire meglio, c’è da riportare le notizie che riguardano l’andamento dei saldi attualmente in corso: le famiglie italiane non riescono ad essere allettati dalle offerte, dagli sconti sino al 50 o 70 per cento e, quindi, stanno disertando i negozi. Segno evidente della mancanza di liquidità. Quei pochi che hanno ancora qualche disponibilità o scelgono mete a prezzi più allettanti o si adeguano a fare i pendolari del turismo: mordi e fuggi. Il resto, pare circa il 60 per cento degli europei, se ne sta rigorosamente a casa in attesa di tempi migliori. La prova provata di questo fenomeno la si può trovare riscontrando il flusso turistico di capitali storiche dell’UE, quali Parigi, Roma e Londra. Tutte denunciano pesanti flessioni. 
A Taormina, tutto sommato, sta andando bene considerato che operatori ed amministratori locali poco (anzi nulla) possono fare per invertire quest’andazzo. Se l’economia internazionale va male non può essere certo l’assessore al Turismo o il sindaco di Taormina a far cambiare le cose. Al massimo possono, come stanno facendo, riuscire a tamponare la situazione, a mitigare i danni. Contemporaneamente, però, debbono guardare al futuro per aggiornare le offerte e cercare mercati nuovi o di nicchia. Insomma, per affrontare la crisi e per attrezzarsi per il prossimo anno, e per dopo ancora. “I conti veri –ha recentemente dichiarato Giuseppe Trefiletti, presidente degli albergatori taorminesi- vanno fatti a fine anno. Solo allora sarà possibile compiere delle analisi di senso compiuto”. In sintonia con Trefiletti è l’assessore al Turismo Italo Mennella. “Guardiamo con fiducia –ha detto a ferragosto- all’ultimo scorcio dell’anno. Non siamo pessimisti. Per quanto riguarda l’amministrazione comunale –ha precisato- stiamo cercando di dare segnali per svegliare la città”.
Ecco svegliare la città. Vuol dire renderla più appetibile, più vivibile, governare la stesura dei calendari delle manifestazioni, convincere gli operatori a rivedere listini ed offerte. Vuol dire anche attrezzarsi per i nuovi mercati: turismo congressuale, della terza età, enogastronomico, culturale ed ecologico. Forse, vuol dire pure contrastare il turismo mordi e fuggi. Appare opportuno, insomma, indire una conferenza cittadina per accertare le cose da fare e chi deve farle. Certo è che ognuno, ogni categoria, ogni amministratore, deve avere assegnato un compito da svolgere con piena responsabilità.

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