Taormina. Casinò, il silenzio dei politici

TAORMINA – Scandalo!!! A proposito di casinò e delle autorizzazioni concesse dal Governo al Casinò di Venezia per l’avvio di minicasinò in alcune località del nord est, non c’è poco altro da dire. La notizia è ormai nota anche se solo pochi giornali (anche siciliani) ne hanno parlato. Per sintetizzare: Venezia ha già messo in funzione due succursali e si appresta ad aprirne altre tre, compresa una a Cortina. Tutto avviene quando Taormina ha riaperto la vertenza con lo Stato per riavere la sua casa da gioco, quella che funzionò a Villa Mon Repos dal 1962 al 1965.
Cosa dire? Come commentare? Ma non serve solo parlare di scandalo.
Va stigmatizzato, con forza, infatti un particolare che ha grande valenza politica. Strano è, infatti, il silenzio che è seguito alla diffusione della notizia. Sinora, ne hanno parlato solo pochissime fonti d’informazione, in Sicilia, per prima Tele90.
Assurdo è, però, constatare il silenzio della politica. Non hanno commentato la notizia i parlamentari nazionali e regionali che rappresentano la Sicilia. Forse perché, ad agosto, sono impegnati a consumare le loro ferie o perché, molti degli attuali “onorevoli” facevano parte del Parlamento in carica nel 2006 quando fu approvata la legge che ha permesso il “colpo di mano” del casinò di Venezia? Un interrogativo che, con molta probabilità, non avrà mai una risposta.
Fatto sta che i politici siciliani continuano a restare in silenzio.
Ha solo rilasciato una dichiarazione Mauro Passalacqua. Il sindaco di Taormina ha detto: “Noi continueremo la nostra battaglia per far tornare, quanto prima, il casinò. Non può continuare, per quanto riguarda le case da gioco, la disuguaglianza tra nord e sud”.
Presidente della Regione, assessori regionali, deputati ed onorevoli siciliani e messinesi in particolare, invece, non parlano. Stanno zitti. Ecco, quindi, che lo scandalo raddoppia, diventa grandissimo ed imbarazzante.

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