Un ”parlamentino” per il turismo siciliano

TAORMINA – Le associazioni che rappresentano gli operatori turistici siciliani hanno definito la bozza di una proposta da sottoporre all’assessorato regionale, Titti Bufardeci, che sta predisponendo un progetto di legge di riforma del settore.
L’ipotesi contiene una richiesta che non mancherà di creare dibattito e contestazioni. Albergatori e agenzie di viaggio, infatti, chiedono che ai gestori dei B&B, degli agriturismo e agli affittacamere venga imposto l’obbligo di rilasciare lo scontrino fiscale. Adesso questo settore turistico è esentato da molti degli obblighi fiscali che sono chiamati a seguire i tradizionali operatori turistici. Un settore, quello dei B&B, che attualmente non è sottoposto a controlli effettivi e che, secondo gli albergatori, rappresenterebbe una sorta di concorrente. Si sarebbe, nel tempo, consolidata,  una disparità che, soprattutto, gli albergatori, ritengono non più accettabile. B&B ed albergatori, insomma, pur operando nello stesso campo, quello dell’ospitalità, sono chiamati a seguire percorsi fiscali diametralmente opposti. Il settore, inoltre, è in forte espansione. Sono 189 i comuni siciliani dove esiste almeno un B&B. A fine 2007, erano 1.262 ma già nel primo semestre del 2008 il loro numero è arrivato a 1.500 per quasi 7 mila posti letto. La crescita evidenzia come il B&B sia una delle nicchie più interessanti e in continua espansione del settore turistico nell’Isola. La maggiore concentrazione di B&B è in provincia di Catania, con  211 strutture, segue Ragusa con 203. In tutto, il settore mette a disposizione 2.984 camere per complessivi 6.838 posti letto. In pratica una media di 2,3 camere e 5,1 posti letto per B&B. Da registrare, inoltre, la massiccia presenza di strutture a 3 stelle: 680 rispetto alle 460 a 2 stelle e alle 122 a una sola stella. Anche in questo caso, la maggiore presenza di strutture a 3 stelle si ha in provincia di Catania con 166 unità, seguita da Palermo con 123. La maggiore concentrazione di strutture ad una stella si trova a Siracusa con 33 unità sul totale di 122 siciliane.
Inoltre, su 360 comuni siciliani, attualmente ben 189 dispongono di almeno una struttura ricettiva del genere. La provincia che presenta il maggior numero di comuni dotati di almeno un B&B è quella di Messina con 48 comuni, seguita da Catania con 42. Per quanto riguarda la provincia di Palermo i comuni serviti sono 27.
Non solo di B&B parlano, però, le associazioni degli imprenditori nella loro proposta di riforma. Sono due le novità contenute nel documento elaborato dai rappresentanti di Uras-Federalberghi Sicilia, Federturismo Confindustria, Assoturismo Confesercenti e Fiavet e giudicato favorevolmente dai rappresentanti dei sindacati. Filcams Cgil, Fisascat Cisl, Uiltucs Uil che si sono riuniti proprio per elaborare  un’ipotesti di testo di riforma della Legge Regionale del Turismo. Il documento, condiviso dalle Associazioni ed apprezzato dai Sindacati, riprende in pratica la proposta di legge presentata dall’ex assessore regionale al Turismo, Dore Misuraca, con l’introduzione di due nuovi punti: la ridefinizione del ruolo e delle funzioni del Consiglio Regionale, una sorta di ‘parlamentino’ del turismo siciliano che assicuri maggiori e migliori livelli di rappresentatività, quindi l’istituzione delle Consulte Provinciali per il Turismo al posto dei Distretti turistici-culturali.  Inoltre le associazioni di categoria chiedono di reintrodurre il regolamento sulle agenzie di viaggio. Durante il mese d’agosto il testo sarà rivisto dalle diverse associazioni, quindi, a settembre, il documento finale sarà presentato all’assessore regionale al Turismo, Titti Bufardeci il quale ha dichiarato di voler arrivare alla fine dell’iter legislativo entro l’anno.

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