Regione, avviata ispezione su canoni idrocarburi

PALERMO – L’assessore regionale all’industria, Pippo Gianni, ha dato l’avvio ad una indagine ispettiva sulla corretta applicazione delle leggi in materia di piani di lavoro, controllo delle pertinenze minerarie, produzione e pagamenti di canoni e royalties  su tutti i permessi di ricerca e di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi sul territorio della regione siciliana.
L’indagine  – a cura dell’Ufficio regionale per gli idrocarburi e la geotermia del Corpo Regionale Miniere, che fra i suoi compiti istituzionali ha anche quelli di polizia giudiziaria per il settore di competenza – dovrà accertare il rispetto di tutte le normative e dei disciplinari di concessione.
In particolare, i funzionari dovranno accertare se tutti i soggetti titolari di concessione abbiano provveduto entro i termini di legge al versamento dei canoni annui di superficie e delle royalties. Dovranno altresì essere valutate la congruità economica e tecnica di tutte le concessioni di coltivazione.
Da un primo accertamento avviato dall’assessore Gianni presso gli uffici finanziari dell’amministrazione regionale risulta che sul capitolo relativo (“diritti erariali sui permessi di ricerca
mineraria e sulle concessioni di coltivazione di miniere e cave. Canoni sui permessi di ricerca mineraria e sulle concessioni di coltivazione di miniere e cave. aliquote in valore del prodotto –royalties – dovute dai concessionari di coltivazione di idrocarburi liquidi e gassosi nella terraferma e nel mare territoriale adiacente alle coste della Sicilia”) la Regione nel 2002 ha incassato 2.808.519,75 Euro;  nel 2003 Euro 3.636.398,43; i versamenti del 2004 sono stati pari a 3.875.215,55 Euro; nel 2005 le entrate registrate ammontano ad euro 3.780.470,25 e nel 2006 addirittura subiscono un vero e proprio tracollo, soltanto 160.593,66 euro.
“A questo punto – afferma l’assessore Gianni – vogliamo capire se e quanto ciascuna  società concessionaria  ha versato alle casse della Regione e se sono state rispettate tutte le prerogative dello Statuto siciliano”.

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