Teatro Antico, un “tesoro” da difendere

TAORMINA – “Valorizzare il patrimonio artistico”. Lo ha detto recentemente l’assessore regionale ai BB.CC. Antonello Antinoro. Per questo, sommessamente e modestamente, auspichiamo che questa nota arrivi all’attenzione del rappresentante del governo della Sicilia. Lo stesso auspicio vale per l’assessore provinciale Mario D’Agostino, taorminese con delega al patrimonio artistico.
Non è vero che per riempire il Teatro Antico bisogna organizzare concerti nazional popolari a base di musica, pop o disco, diffusa tramite mostruosi impianti d’amplificazione a 1000 decibel. Non è vero nemmeno che per “far fruttare” il monumento (come avviene da alcuni anni) si può affittarlo per cerimonie e manifestazioni private, feste ed incontri, per congressi.
Il Teatro ha una destinazione ed una valenza diversa. Lo  dimostra il tutto esaurito fatto registrare per la rappresentazione di Tosca. Stasera, per la prima, saranno più di 4000 gli appassionati di lirica a seguire le gesta di Cavaradossi e le musiche di Giacomo Puccini. Tutto esaurito, a quanto pare, anche per la replica di domenica. Sono previsti numeri d’eccezione (ovviamente) per l’evento musicale dell’anno: Lorin Mazel, le nove sinfonie di Ludwing van Beethoven e l’Orchestra Symphonica Toscanini. Un programma che impegnerà il Teatro Antico dal 19 al 23 agosto. Sarà l’occasione, forse irripetibile, per gustare l’arte di uno dei più grandi geni della musica mondiale. Per seguirlo arriveranno appositamente, da tutta Europa, diverse centinaia di appassionati.
Tosca e Beethoven possono essere considerati come la prova provata di come si dovrebbe sfruttare il grande monumento greco-romano. Se TaorminArte fosse finanziata nei modi dovuti, appuntamenti del genere (eventi culturali e di spettacolo) potrebbero diventare una consuetudine e non “occasioni”. Per prima cosa, appare indispensabile accettare il principio che un sito del genere merita rispetto. Non è giusto e corretto trasformarlo in sala di ricevimento o in palazzetto dello sport. Lo riconosce, implicitamente, anche l’assessore Antinoro che, durante una recente visita a Messina, ha detto: “Occorre valorizzare i beni artisti ed architettonici affinché possano essere pienamente fruiti da parte dei tanti visitatori che giungono nella nostra isola”. Belle parole, condividibili. Solo che, proprio a proposito del Teatro Antico, sono e restano solo parole. L’assessore Antinoro, infatti, sa che il suo assessorato e la Soprintendenza di Messina sono i “responsabili” di quello che a tanti appare come un ripetuto ed anacronistico sacrilegio. Continuano a firmare autorizzazioni per spettacoli di massa, che in tutto il resto d’Italia vengono organizzati negli stadi, nei velodromi, nei palazzotti dello sport. A Taormina no: c’è il Teatro Antico. E così le parole dell’assessore Antinoro, almeno qui a Taormina, appaiono non sincere, inopportune, ipocrite. Tutti, infatti, sono consapevoli del fatto che Taormina ed il suo monumento sono oggetto di un “saccheggio” organizzato per esaudire le richieste di quelli che in molti indicano come “potenti impresari”. A loro è concesso tutto. Addirittura l’assessorato ai BB.CC. ha stanziato alcune centinaia di migliaia di euro per mettere alcune toppe all’interno del monumento che, a causa dell’incuria, è diventato poco sicuro.  Sono stati finanziati ed autorizzati lavori che serviranno a mantenere la condizione d’agibilità solo sino a fine estate. I guasti maggiori, il degrado sono rimasti: per esempio, i WC che si trovano all’interno sono, quantomeno, inguardabili. Ma Antinoro dice che i beni artistici ed architettonici devono essere valorizzati. Ma come: con i concerti pop ed i gabinetti sgangherati? Ad Antinoro bisognerebbe ricordare che dal 26 al 31 agosto, il Teatro sarà palcoscenico, ogni sera, per Pino Daniele, Gianna Nannini, Giovanni Allevi, Antonello Venditti, Renzo Arbore. Il 5 settembre sarà la volta di Maurizio Crozza, il 6 di Mario Biondi, il 13 di Francesco Puccini. L’assessore ha mai commissionato uno studio per accertare qual è l’impatto che, per questo tipo di spettacoli, il monumento subisce.
Ma il problema dei monumenti a Taormina non si ferma al Teatro Antico. La città, città d’arte, presenta una serie di siti più o meno inguardabili: Palazzo Corvaja, Naumachie, Badia Vecchia, Palazzo Ciampoli, Castel Tauro. L’assessore Antinoro li conosce, li ha mai visitati, ispezionati? Dicono di No. Ed allora che aspetta a mettersi d’accordo con il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, e la Soprintendenza di Messina, per organizzare una conferenza dei servizi indispensabile per capire cosa c’è da fare per, come dice lo stesso Antinoro, “valorizzare il patrimonio artistico” di Taormina?  Della questione potrebbe farsi promotore Mario D’Agostino, neo assessore alla Provincia regionale di Messina con delega alle politiche culturali, promozione dei beni artistici, culturali e museali, valorizzazione del patrimonio archeologico, architettonico e storico artistico.

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