Taormina. Ospedale: chiude Emodinamica?

TAORMINA- Il futuro del servizio di emodinamica dell’ospedale di Taormina torna al centro del dibattito. Le voci di un possibile ridimensionamento ed, addirittura, di una sua sospensione è all’ordine del giorno nelle sedi politiche della provincia e della Regione. “Un bacino di utenza di duecontomila persone, a cavallo fra le provincie di Messina e di Catania, che nella stagione turistica superano abbondantemente il milione di unità, sono un ottimo motivo per non chiudere Emodinamica dell’ospedale San Vincenzo di Taormina”. Lo ha detto il deputato del Pdl, Roberto Corona, a corredo di una  interrogazione depositata ieri, scaturita dalla ventilata, drastica, riduzione dell’importante servizio, per limitarlo alla sola Pediatria. “Una decisione inspiegabile – continua Corona – visto anche il grado di funzionalità del servizio, unico in tutta la valle dell’Alcantara ed i 4.500 casi di infarto felicemente curati grazie al pronto intervento operato al S. Vincenzo negli ultimi cinque anni. Non si possono fare piani – conclude – che prevedano tagli discrimati dalla sola locazione periferica di strutture le quali, comunque, rimangono un punto essenziale di riferimento per ampi bacini di utenza. Costringere al trasporto degli infartuati nei non vicini ospedali di Catania o di Messina significa metterne a serio repentaglio la loro stessa sopravvivenza” Per questo, Corona ha chiesto all’Assessore alla Sanità e al Presidente della Regione interventi per scongiurare la chiusura della sezione, oggi compresa nella divisione di Cardiologia del S.Vincenzo.
L’intervento di Corona arriva immediatamente dopo quello della Giunta provinciale che ha approvato un ordine del giorno per evitare la smobilitazione del reparto di Emodimica al S. Vincenzo di Taormina. Il documento è stato inviato all’assessorato regionale alla Sanità ed alla direzione generale  dell’Ausl 5 di Messina.
L’Odg è stato fortemente voluto dagli assessori dell’hinterland jonico e della Valle dell’Alcantara Mario D’Agostino, Lino Monea e Renato Fichera e recepito dal presidente della Provincia  Nanni Ricevuto. “La chiusura del reparto – si legge nell’ordine del giorno -costituirebbe un ulteriore danno alla situazione sanitaria messinese che negli ultimi anni ha pagato più di ogni altra realtà regionale – con riflessi negativi sull’utente-paziente – i tentativi di risanamento del settore. Pur ritenendo – scrivono ancora gli assessori – che la salute non abbia un prezzo si è consci, purtroppo, che la sanità ha un costo e che talvolta può causare sfondamenti dei vari budget, relativi all’assistenza medica e sanitaria, ma si può garantire il diritto alla salute senza per questo penalizzare i servizi richiesti dall’utenza e senza attuare tagli in maniera indiscriminata. Anche perché esistono strutture che, pur decentrate, rappresentano un punto di riferimento per bacino di utenza sempre più ampio, grazie alle prestazioni rese ed  alla competenza, impegno e capacità professionale di tutti gli operatori. E’ questo il caso del presidio ospedaliero “S. Vincenzo” di Taormina che nel giro di pochi anni si è trasformato da piccolo ospedale di provincia a polo sanitario di riferimento, in ambito provinciale ed interprovinciale. Si tratta di una struttura moderna con attrezzature diagnostiche e terapeutiche altamente specializzate e con unità operative all’avanguardia in alcuni settori; in questo contesto si pone il servizio di cardiologia interventistica con l’unità di emodinamica che è diventato punto di riferimento non soltanto per i pazienti che hanno necessità di un servizio tempestivo e talvolta risolutivo, ma anche per tanti pazienti che non hanno le condizioni economiche per affrontare viaggi e cure fuori dai loro luoghi di residenza.

 

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