Taormina, le orde barbariche padrone della notte

TAORMINA- Alla luce di quanto si sta verificando proprio in questi giorni (compreso il calo delle presenze) sembra sempre più opportuno meditare sulla vera identità del turismo taorminese. E’ quanto hanno accertato gli assessori alle attività produttive, Nunzio Corvaja, e al Turismo, Italo Mennella che stanno, opportunamente, per indire un incontro tra commercianti ed albergatori. Il vertice, però, potrebbe essere allargato sino a farlo diventare un momento di meditazione e di studio. Non è lecito, certamente, osservare  i guasti e gli errori solo oggi,  al momento in cui diventano evidenti a tutti, vale a dire in piena stagione.  La prevenzione, come sembrano sostenere, gli amministratori comunali, è sempre meglio della cura. Per questo,  però, sembra ormai non più rinviabile quella che si può definire una “conferenza cittadina”, indetta da Palazzo dei Giurati, alla quale far partecipare operatori ed associazioni di categoria, rappresentanti istituzionali dei cittadini, forze dell’ordine, Provincia regionale di Messina e Regione siciliana.  Una conferenza da organizzare a fine settembre, primi d’ottobre, a fine stagione estiva, in maniera da avere il tempo di trovare il bandolo della matassa. Al termine dei lavori, potrebbe essere stilata una sorta di “Carta” nella quale fissare i termini esatti della questione e, quindi, stabilire come deve organizzarsi la città per tornare a fare turismo nel migliore dei modi.
In ballo ci sono questioni di vitale importanza: regolamentazione degli orari e dei turni d’apertura e chiusura dei locali pubblici ed anche degli alberghi, modernizzazione dei servizi di raccolta e smaltimento rifiuti solidi urbani, lotta ai rumori ed agli abusivismi d’ogni genere (ad iniziare da quelli edilizi), viabilità, gestione dei parcheggi comunali, regolamentazione delle operazioni di scarico e carico merci. Ma argomenti da affrontare ce ne sono tanti altri ancora. Vanno, tutti, messi sul tappeto per capire cosa fare. Bisogna che le forze politiche, le istituzioni, i sindacati, le associazioni di categoria trovino il tempo, se non il coraggio, per verificare l’effettivo stato dell’industria turistica cittadina. Ne va di mezzo il futuro di Taormina. Ma bisogna parlarne subito, ora che la città è ancora (malgrado tutto) ai vertici delle classifiche stilate in base alle presenze alberghiere. Trascurare i segnali di crisi, lasciare che i problemi lievitino e diventino sempre più grandi e di difficile soluzione, lasciar credere che in questa città le regole possono, impunemente, essere aggirate, vuol dire avvicinarsi ad un tavolo inclinato e scivoloso che può portare alla radicalizzazione di errori e guasti che tutti conoscono.
Da dove iniziare? Dall’allarme lanciato solo qualche giorno fa. “Sono tornati” dicevano. Si riferivano alla presenza, tutte le notti, degli appassionati della “movida” taorminese per i quali pub e bar organizzano vere e proprie nottate da sballo a base di beveraggi a volontà, musica e stuzzichini vari. Ora bisogna riferire che, non solo sono tornati ma che sono rimasti. Nessuno riesce a fronteggiarli, a tenerli a bada. I risultati sono evidenti: si piazzano nei locali pubblici attrezzati per accogliere il “popolo della notte” dove trascorrono ore di movimentato relax. Funzionano dalle 22,00 all’alba del giorno dopo. Ne fanno le spese le centinaia di famiglie che hanno la ventura di avere casa proprio in quelle zone. Per loro la notte è davvero un incubo. Debbono convivere con la musica, il vociare (fisiologico ma assordante quando a parlare sono centinaia di persone), con i rumori.
Andrà avanti così, si pensa, almeno sino a fine mese, sino a quando, cioè, i gestori dei locali da “movida” avranno richieste, vale a dire clienti. Evidentemente, nessun operatore è disposto a perdere clienti ed incassi per far riposare i cittadini. E’ una questione di businnes, di domanda ed offerta.
Va sottolineato, però, che la presenza degli ingombranti nottambuli, provenienti da mezza Sicilia orientate, non si fa sentire solo nei pressi dei locali. Capita quasi ogni giorno di osservare gli effetti della loro presenza in città: cartelloni strappati, totem pubblicitari di Taormina Arte fracassati, vasi ornamentali rotti, piante divelte. E’ come registrare il passaggio di orde di devastatori animati da un’evidente ed incontenibile volontà di devastazione. Si rendono protagonisti di atti che, pare, le considerano “solo bravate”  di cui vantarsi una volta tornati nelle loro residenze abituali che si trovano, quasi sempre, in comuni e città dove la notte si dorme. A contare i danni, la mattina, sono gli operatori di MessinAmbiente, i vigili urbani, gli impotenti cittadini. Si, proprio impotenti perché, non sono riusciti ancora (dopo anni di battaglie e di contestazioni) a far scattare un efficace servizio di vigilanza e controllo. Le ordinanze, da sole, non riescono a contenere il fenomeno. Ci vorrebberoi servizi accurati e specifici. Ci vorrebbero più vigili urbani, ci vorrebbe vera collaborazione tra il comune ed i comandi delle forze dell’ordine presenti in città, ci vorrebbero più carabinieri e più poliziotti.
Contrastare la movida è solo una delle questioni sulle quali si discute. In ballo ci sono la quiete pubblica e la necessità incontestabile degli operatori, la libertà dei turisti di passare sane ore di svago nella “perla dello Jonio”.
La movida , però, è solo uno degli argomenti da affrontare in sede di “conferenza”. Certo è che bisogna, presto, stabilire come deve essere Taormina nei prossimi anni

Leave a Response