Taormina. Una legge per il turismo siciliano

TAORMINA – “Chiediamo con forza una legge per il turismo siciliano. Non si può più attendere. Mantenere il vuoto legislativo potrebbe voler dire perdere la partita e rassegnarci a giocare un ruolo di secondo piano nello scacchiere internazionale del turismo, specie quello del Mediterraneo”. L’appello è del presidente di Federalberghi-Uras, Sebastiano De Luca. “L’assessore al Turismo, Titti Bufardeci, pare veramente determinato; ci ha detto che intende varare la nuova legge sul turismo entro quest’anno. Alla ripresa dei lavori d’aula, in autunno, potrebbe essere già pronto il disegno di legge da proporre alle commissioni legislative ed all’assemblea regionale”. Secondo, De Luca, l’imprenditore taorminese: “Le categorie del settore sono impegnate per realizzare un documento congiunto che possa servire da base per la stesura del ddl. Di contro la giunta di governo, così come ci ha assicurato il presidente Raffaele Lombardo, è pronta a chiudere una vertenza politica ed a colmare un vuoto legislativo che si trascina da troppi anni. Gli operatori, come anche i rappresentanti dei lavoratori, chiedono nuove e moderne regole. Solo così si può aggredire e fronteggiare la crisi”. Intanto, Federalberghi continua a chiedere regole valide per tutti: alberghi, B&B, case turismo. “Non soltanto ma anche agriturismo, strutture di turismo rurale, dimore storiche, affittacamere. Tutti devono essere tenuti al rilascio di ricevute fiscali ed essere sottoposti al controllo ed alla vigilanza secondo precisi regolamenti”.  Operatori e sindacati, incontreranno l’assessore Bufardeci  ed i suoi collaboratori, nella seconda settimana d’agosto. Pure in piena estate, continuano, quindi, i lavori del tavolo tecnico per la concertazione di una legge quadro sul turismo in Sicilia, voluto dal vicepresidente Titti Bufardeci. Alla riunione di mercoledì 29 luglio, svoltasi nella sede dell’assessorato regionale al Turismo, hanno partecipato le delegazioni dell’Unione regionale province siciliane, Associazione nazionale comuni d’Italia, Unioncamere, Ente bilaterale per il turismo, Unpli, Federturismo, Confturismo, Confesercenti-Assoturismo, Federalberghi, Fiavet, Fipe, Faita, Cgil, Cisl, Uil, Cobas-Codir, Ugl e Sadirs. Per l’assessorato, insieme all’onorevole Bufardeci,  ha preso parte al tavolo tecnico Domenico Mirabella, capo di gabinetto dell’assessorato al Turismo.
“Nel corso dell’incontro – dice De Luca- abbiamo presentato una serie di proposte scritte che sono state acquisite dal dipartimento e contribuiranno alla stesura di un testo partecipato e condiviso dai protagonisti del sistema turistico della Sicilia. I lavori sono stati aggiornati alla prossima settimana. Proposte che aggiorneremo sulla scorta di quanto detto e sentito giovedì scorso. Per questo Federalberghi, Federturismo, Assoturismo, Fibe, Fiavet e Faita, torneremo ad incontrarci il prossimo 6 agosto. In quell’occasione stileremo un documento finale che presenteremo all’assessore. E’ importante sottolineare che all’ultimo incontro in assessorato erano presenti i sindacati di categoria di Cgil, Cisl ed Uil che parteciperanno alla riunione del 6 agosto. Giovedì scorso hanno firmato, assieme alle associazioni di categoria, il documento che è stato acquisito dall’assessorato”.
Le proposte ufficiali degli imprenditori e dei sindacati, sinora, non sono state resi note. Si sa, però, che la nota definita, quella che sarà stilata al termine dell’incontro del 6 agosto, potrebbe contenere indicazioni del tutto innovative rispetto a quelle sinora avanzate. Nulla di particolare; tutto, comunque, in linea con le linee guida sinora maturate. “Una cosa è certa, il turismo siciliano –dice De Luca- è al capolinea: Deve ripartire con il piede giusto per riuscire ad aggredire la crisi. Per quanto riguarda Federalberghi-Uras- puntiamo su una legge chiara, anche con pochi punti, da varare al più presto perché non possiamo aspettare altri 50 anni.  Il settore è in braghe di tela. Senza regole non si va da nessuna parte. Rischiamo di restare al palo. Senza una legge, rischiamo di non far fruttare l’immenso patrimonio storico, culturale, archeologico che è la base delle nostre proposte e che potrebbe diventare la carta vincente del nostro turismo”.

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