Pronto un ddl di riforma turistica in Sicilia

TAORMINA- Dopo il primo incontro di giovedì 24 luglio, oggi, martedì 29 luglio, alle 15,30, l’assessore regionale al Turismo, che sta preparando un ddl sul turismo, sentirà i rappresentanti delle imprese turistiche che sono state invitate a presentare proposte e consigli basati sull’esperienza e su necessità concrete. Titti Bufardeci, secondo quanto da lui stesso dichiarato, vuole arrivare, in tempi brevi: “ad un testo partecipato e condiviso del sistema turistico siciliano”. Continuano, quindi, a tappe forzate, le audizioni dell’assessore regionale al Turismo che ha avviato l’iter per la definizione di un disegno di legge per la riforma del turismo in Sicilia. Si spiegano così le audizioni che, sino ad ora, hanno visto protagonisti l’Unione regionale delle province, l’Associazione dei comuni d’Italia, l’Unioncamere, i sindacati. Oggi, torneranno al tavolo indetto dall’assessore, Federturismo, Confturismo, Assoturismo, Federalberghi. “Mi auguro –sostiene l’assessore al Turismo di Taormina, Italo Mennella- che l’assessore Bufardeci decida di sentire anche i comuni turistici. Taormina come gli altri comuni, sono convinto, potrebbero fornire indicazioni meritevoli d’attenzione”.
Nell’agenda dei lavori è inserita anche la questione che riguarda il futuro delle Aziende Autonome Soggiorno e Turismo che, in base alla legge in vigore, sarebbero dovute essere cancellate. La nuova legge, a quanto pare, potrebbe rivedere la norma. Una delle proposte si basa sulla necessità di non lasciare senza un presidio regionale operativo le più rinomate località turistiche siciliane. Tra queste, chiaramente, Taormina. Diversa è, però, la proposta che Federalberghi-Uras avanzerà alla Regione. “Noi pensiamo –dice il presidente, Sebastiano De Luca- ad un Consiglio Regionale per la promozione e sviluppo e ad Enti provinciali di Promozione che potrebbero prendere il posto della AAST e AAPIT. Tutta da rivedere la questione dei Distretti turistici, previsti nella legge dell’ex assessore Fabio Granata. Dovrebbero, a nostro parere, essere costituiti i Sistemi Turistici Locali e coinvolgere pubblico e privato all’interno di un territorio omogeneo. Con questo sistema – continua- si creerebbe un circuito operativo che, partendo dalle realtà locali e dal coinvolgimento di pubblico e privato, potrebbe essere utile per la stesura di un Programma triennale d’intervento, strumento in grado di ideare e seguire gli interventi. Da regolamentare anche conferenze dei servizi annuali indispensabili per verificare le situazioni contingenti e l’attuazione dei programmi”. La Federalberghi-Uras, quindi,  è pronta a presentare un pacchetto di proposte che, chiaramente, dovranno essere confrontate con quelle delle altre categorie e con quelli che saranno gli indirizzi dell’assessorato.
A proposito della crisi che sta interessando, in questo periodo, l’industria turistica siciliana, De Luca ha una sua opinione che assomiglia, in qualche maniera, ad una denuncia. “La crisi nel settore alberghiero –dice- è evidente. Non mi sembra, però, che la situazione sia stata ben inquadrata. Molte delle presenze che mancano negli alberghi sono transitate nei B&B e nelle Case albergo. Si giustificano, così, le statistiche che sono state diramate negli ultimi mesi. Il calo in Sicilia potrebbe essere meno drammatico di rispetto a quanto si legge nei tabulati. Tutto dipende dal fatto che i B&B e le altre strutture ricettive non sono effettivamente controllate, forse nemmeno dal punto di vista fiscale. Nessuno, effettivamente, sa quante presenze assorbono. Chiediamo –dice De Luca- una seria normativa anche in questo settore così come avviene negli alberghi”. Ma la crisi non sta solo nella diversa interpretazione delle statistiche. “Il problema esiste ed è una questione internazionale. Deriva dalla difficile condizione economica in cui versano non solo gli italiani ma gli europei in generale e dal caro benzina. Quando si parla di turismo, bisogna tenere conto anche di questi fenomeni di macroeconomia. Ma c’è un problema da porre alla base di tutto. Ci riferiamo al mancato finanziamento del settore Turismo da parte della Regione. Da qui deriva che la Sicilia non è in grado di valorizzare la sua immagine in Italia ed all’estero e senza “immagine” non si va da nessuna parte”.
L’attuale legge sul turismo in Sicilia, insomma, dovrà essere profondamente rivista, se non riscritta di sana pianta.

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