Turismo in crisi: sarebbe bene ridurre i prezzi

TAORMINA – Per salvare la stagione turistica, si riducano i prezzi. E’ quanto sostiene Federconsumatori. A Taormina, però, si guarda con rinnovato interesse alla riapertura del casinò, infrastruttura ritenuta indispensabile per rivalutare il turismo. Dopo l’approvazione, da parte del Parlamento, di un ordine del giorno a favore dell’istituzione a Taormina di una casa da gioco, il presidente della Regione, Lombardo ha dichiarato: Sono ottimista ma non posso gridare vittoria prima che si concluda questa operazione parlamentare. Certo è che voglio partecipare all’inaugurazione. Per arrivare al traguardo è, anche, indispensabile che l’amministrazione comunale di Taormina, con in testa il sindaco, Mauro Passalacqua si attrezzi”.
Intanto c’è chi parla su come salvare la stagione turistica 2008. “Sarebbe bene ridurre i prezzi”. L’invito, a stagione turistica estiva in pieno svolgimento, è stato lanciato dalla Federconsumatori ed è diretto a tutti gli operatori del settore. “Mi sento –dice Rosario Trefiletti, presidente dell’associazione che rappresenta gli interessi di milioni d’italiani- di fare appello agli albergatori, ai titolari di stabilimenti balneari, ai ristoratori ed anche ai tour operator, affinché avviino una campagna di promozione e di riduzione dei prezzi, di almeno il 15 per cento”. L’iniziativa, secondo Federconsumatori, dovrebbe scattare il primo agosto e concludersi a fine settembre. “Siamo ancora in tempo – sostiene Trafiletti- per imporre una svolta ad una stagione che è partita male e che si potrebbe terminare malissimo”. I calcoli effettuati sinora dalle associazioni del settore ed anche da Federalberghi, hanno evidenziato che: “Saranno meno del 50 per cento le famiglie che si potranno permettere una vacanza estiva che, comunque, sarà di più breve durata rispetto allo stesso periodo del 2007”. Sono questi i motivi che hanno spinto Trefiletti a lanciare l’idea di una campagna per la riduzione dei prezzi. “Si tratta –sostiene- non solo di agevolare il consumo turistico delle famiglie italiane, ma anche di incrementare il turismo straniero nel nostro Paese”.
Anche secondo Federconsumatori, per quanto riguarda la domanda interna, quest’anno, una percentuale inferiore al 50% si potrà godere una vacanza in albergo. Un fenomeno che è confermato – così come sta avvenendo in questo periodo anche a Taormina- dall’aumento del turismo “mordi e fuggi”. Ciò è chiaramente dovuto, secondo Trafiletti, non solo dalla diminuita capacità di spesa delle famiglie.“Sono cresciuti –denuncia- i prezzi di tutti i servizi turistici, dal costo dell’albergo a quello delle case in affitto, dei bar e dei ristoranti. In alcuni casi, come quello dei servizi balneari, i prezzi sono pressoché raddoppiati. Secondo i nostri osservatori, una famiglia di 4 persone, per una settimana, dovrà spendere 3000 € per una vacanza.
 Ecco allora che si tratta – sostiene Rosario Trafiletti – da una lato di aumentare la capacità d’acquisto delle famiglie, come da noi sempre richiesto, dall’altro lato di diminuire costi e prezzi, aumentando e migliorando l’equilibrio prezzo-qualità delle nostre offerte”.
Il messaggio di Federconsumatori avrà una risposta dagli operatori di Taormina e siciliani in genere? Si vedrà.
Intanto l’appello di Trafiletti ha avuto una prima bocciatura.  “Seppur animate da buona volontà, appaiono troppo semplicistiche le dichiarazioni del presidente di Federconsumatori, quando chiede agli operatori turistici di avviare una grande campagna di promozione e riduzione dei prezzi, per i periodi d’agosto e settembre”. E’ questa l’opinione di Antonio Carito, presidente Utac Viaggi, uno dei più conosciuti tour operator italiani, secondo cui la diminuzione dei prezzi ‘aiuta’ le vendite, ma in presenza di una crisi economica quale quella attuale non è sufficiente a risolvere i problemi. Occorrono, piuttosto, provvedimenti e riforme strutturali del sistema insieme ad urgenti interventi legislativi che rendano maggiormente omogenee le legislazioni regionali, razionalizzino gli investimenti e i centri di spesa, introducano requisiti professionali più selettivi, favoriscano le aggregazioni”. Secondo  Carito, uno dei più grossi problemi che penalizzano il mercato turistico sta: “Nell’assenza di una politica per la destagionalizzazione: se non s’interviene sui meccanismi di chiusura per ferie delle grandi imprese e se non si modifica il calendario scolastico, difficilmente le persone potranno andare in vacanza al di fuori dell’alta stagione”.
Destagionalizzare vuol dire creare nuove strutture, studiare e varare una politica turistica valida per l’autunno e l’inverno, finanziare spettacoli-eventi, cercare spazio nel settore della convegnistica e dei congressi, mobilitare albergatori, baristi e ristoratori. Un “pacchetto” del quale a Taormina si discute da decenni ma che non ha ancora trovato risposte. La bassa stagione, nella capitale del turismo siciliano, è davvero triste. La città non dispone di un palazzo dei congressi attrezzato per entrare bene sul mercato, non organizza spettacoli, non ha un campo da golf e nemmeno un per il gioco delle bocce, ha un giardino pubblico in condizioni disastrose. Non può offrire nemmeno un porto turistico (che fine ha fatto il progetto per quello di Giardini Naxos?) per non parlare della casa da gioco.
Ed allora, aspettando la legge sul casinò e che gli operatori locali rispondano a Federconsumatori, appare indispensabile che gli amministratori comunali, quelli della Provincia Regionale di Messina e la Regione Siciliana, prendano in considerazione le osservazioni di Utac Viaggi e guardare con la dovuta attenzione alle “mezze stagioni”, al turismo congressuale, a quello della nautica da diporto.

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