TaoArte, giovedì è il turno di Lello Arena

TAORMINA – Dopo il grande successo ottenuto da Amleto, nuovo appuntamento con il teatro d’autore nell’ambito della sezione Teatro di cartellone di Taormina Arte. In scena giovedì 24 luglio alle 21.30 (e in replica venerdì 25 luglio) al Palazzo dei Congressi “O Cunto d’o Surdato”. Tratto da L’Histoire du soldat di Ramuz, è una produzione che nasce dall’idea di accostare tra di loro elementi culturali e musicali profondamente affini, capaci di integrarsi con innata intensità sia sul piano emotivo che su quello storico. Sullo sfondo c’è Napoli, città che, tra i suoi patimenti di cuore e anima, conosce la guerra o meglio cosa sono le guerre, e che meglio d’ogni altra al mondo narra, oggi come allora, con le sue strade, con la sua gente, con la sua malinconia, l’intollerabile inutilità di ogni forma di conflitto. Le musiche di O cantu d’o surdato sono del maestro Igor Stravinskij, straordinario artista che ha voluto spesso descrivere Napoli con le sue note aggiungendo magia, mistero, leggende e nuovi miti ad un luogo già unico al mondo.
L’ allestimento che verrà proposto a Taormina si avvale della lettura e la regia di uno dei migliori attori italiani, Lello Arena. Insieme a lui Yari Gugliucci, Bianca D’Amato e Barbara Giordano. Avvalendosi di un cast di indubbio valore, lo spettacolo, pur restando fedele all’originale, riesce a recuperare la componente fantastica della favola russa che ha ispirato l’autore del testo. Viene cosi restituito alla messa in scena il fascino di tutti gli elementi di gioco e divertimento tipici della tessitura drammaturgica. Sulla stessa linea di pensiero si inserisce la lettura pirotecnica della partitura musicale voluta dal Maestro Orazio Tuccella che, alla guida dei funambolici solisti dell’Officina Musicale, ben racconta ogni emozione voluta dall’Autore.
Prologo all’evento  in scena per Taormina Arte sarà un’esilarante introduzione di Lello Arena che, in una sorta di spettacolo nello spettacolo, si darà argutamente un gran da fare, con la sua rinomata verve comica, per proiettare gli spettatori verso l’inizio del racconto nel quale poi ricoprirà il ruolo del Narratore.
Poi il via a una meravigliosa favola dove i sogni, le paure, i desideri e le speranze di tutti noi ci porteranno in una dimensione nella quale forse solo da bambini siamo stati, quando qualcuno decideva di raccontarci una favola, ora divertendoci, ora spaventandoci a morte ora emozionandoci fino alle lacrime. Un’alternarsi di emozioni, stati d’animo e situazioni che riassumono il senso frenetico e i continui ribaltamenti di fronte della vita.
La traduzione in lingua napoletana conferirà una ventata di aria nuova in un testo che, da sempre, è uno dei grandi classici del teatro.
I riflessi ed i sapori che si ottengono dalla sovrapposizione di queste due grandi tradizioni popolari permetteranno una lettura agevole della piéce sia al pubblico che si accosta per la prima volta a questo testo, come pure – tra i suoi riferimenti mitologici e misterici – allo spettatore più esigente e smaliziato.

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