Taormina. La movida “incubo” per i residenti

TAORMINA – Sono tornati. Si tratta dei tantissimi protagonisti della movida di Taormina. Molti sono giovani ma, nel mucchio, non mancano gli ultra quarantenni con spirito, ed abbigliamento, giovanile. Arrivano di notte e vanno via alle prime luci dell’alba. Prendono possesso del centro storico della città; frequentano bar, ristoranti e, soprattutto, i tanti pub che, aspettano che nei centri del comprensorio suoni la ritirata,  “vivono di notte”. Dovrebbero servirsi dei parcheggi comunali, invece lasciano le loro auto dove capita anche se nessuno è autorizzato a farlo. Preferiscono i fine settimana. Per riceverli, una dozzina di locali si è attrezzata alla meglio. Sin qui nulla di particolare.
Si tratta di un fenomeno che interessa tutte le città turistiche italiane e non. Per sapere che succede in altre parti del Paese, sarebbe necessario fare delle specifiche, ed utili, ricerche. Per sapere quanto “pesa” questo tipo di fenomeno a Taormina basta chiederlo alle centinaia di famiglie che da giorni (da mesi, anzi da anni) chiedono al Comune ed alle forze di Polizia indicazioni, regole certe, vigilanza. Addirittura, aiuto. Lo sanno anche quanti, sempre più regolarmente, sono costretti a… rilevare i segni del passaggio del popolo della notte: piante ornamentali divelte, vasi rotti, gazebo danneggiati. Quanti hanno sottoscritto petizioni e diffide, parlano di notti trascorse senza chiudere occhio, ossessionati dal vociare di centinaia di persone e dalle musiche (da discoteca, punk e disco) che vengono fuori da amplificatori certamente non tarati a norma di legge. A certe condizioni, dovrebbero “fare musica” sino alle 02,00. Un limite che (a parte i decibel aggiuntivi) è regolarmente disatteso.  Per aggirare le norme (statali, regionali e comunali), pare, che qualche gestore dei tanti locali abbia ingaggiato delle vere e proprie vedette. Si piazzano in zone strategiche e avvertono i loro committenti quando vedono muoversi poliziotti o vigili urbani. Un loro segnale fa piombare l’intera zona nel più irreale dei silenzi. Una situazione che dura poco, qualche attimo o qualche minuto. Superato l’allarme, tutto torna come prima: musica “a palla”, rumori.
Normalmente, soprattutto nelle notti di venerdì e sabato, il centro storico di Taormina è una sorta di bolgia. Il Corso è frequentato da migliaia di persone che trovano interessante e comodo passeggiare lungo l’isola pedonale più famosa di Sicilia. A rendere lunghissime ed insopportabili le notti di quanti (ancora) hanno le loro abitazioni nel cuore della città, sono i locali pubblici che si trovano in alcuni degli angoli più suggestivi del centro storico. Fanno turismo, creano interesse, offrono alcune decine di posti di lavoro ma, certamente, fanno rumore.  Come dirimere questo tipo di controversia? Taormina deve restare un divertimentificio o dare aspirare a diventare isola della tranquillità? Interrogativi insoluti da anni.

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