TaoArte, applausi per l’Amleto al Teatro Antico

TAORMINA – Il cartellone Teatro di Taormina Arte è entrato nel vivo con uno straordinario evento. Sabato e domenica è andato in scena l’Amleto al Teatro Antico. Sul palco un cast d’eccezione. Con la regia di Armando Pugliese,  c’erano Alessandro Preziosi nel ruolo del protagonista Amleto il principe di Danimarca, Franco Branciaroli nel ruolo di Claudio, Silvio Orlando nel ruolo di Polonio e Carla Cassola nel ruolo di Gertrude. L’evento è una produzione Khora in collaborazione con Taormina Arte e il Comune di Verona. Dramma della coscienza, l’Amleto è una tragedia che esalta i temi dell’ossessione, della follia, della vendetta e i difficili rapporti  tra padri e figli, Accompagnati e scanditi da una costante intensità scenica, sono questi gli elementi fondanti di una coinvolgente espressione del cosiddetto “teatro interiore”, eseguito con grande poesia e sorprendente contemporaneità. L’appuntamento ha proposto un’ulteriore e particolare pagina dell’eterno e affascinante “dubbio Amletico”.  Non un ondeggiamento dell’animo, quanto piuttosto la necessità di far corrispondere la vendetta alla certezza della giustizia. E cosi il motore che spinge l’evolversi della tragedia diventa nella circostanza una strenua ed affascinante lotta per il potere, negato al protagonista non tanto dall’uccisione del padre quanto dall’aver impalmato da parte dell’assassino, lo zio Claudio, la legittima detentrice di quello stesso potere, sua madre. Il testo shakespeariano spazia al Teatro Antico tra i raffinati contorni di un’arguta riflessione proiettata nella dimensione scenica e contenutistica non tanto del passato ma piuttosto di una ipotetica modernità. Il dilemma dell’essere o non essere è l’elemento distintivo per eccellenza, il paradigma di un’opera dal fascino senza tempo, dove la tragedia si incontra col tema della vendetta. E lo fa aggrappandosi ad una finta follia impersonificata da Amleto, principe di Danimarca. Nell’opera in scena a Taormina si possono notare tutte le sfaccettature e i temi che Shakespeare mette in scena al fianco del celebrato tema principale. Dal tema del veleno, dove tutti i personaggi che perdono la vita in scena, al tema della donna, che muore sempre fuori scena, come d’altronde nella maggior parte dei drammi shakespeariani. Emergono in fretta i due contrastanti punti di vista di Amleto e Claudio: dove il fantasma del vecchio Amleto rappresentava coraggio, onestà ed onore, Claudio rappresenta viltà, disonestà e vizio. Laddove il giovane Amleto è filosofo e poeta, Claudio appare il politicante e retorico. L’Amleto non ha la presunzione di offrire ad ogni costo verità etiche o morali, ma mostra piuttosto la vita da una prospettiva molto più ampia di quanto sia mai stato fatto in precedenza. E la prospettiva in cui l’uomo si interroga, analizza se stesso, ragiona e soffre sotto una continua pressione emotiva. Un uomo che si interroga, prima ancora che sugli avvenimenti correnti, si proietta nei misteri della sua stessa natura. Una simile visione della vita si allontana dal semplice concetto di tragedia, diventando prima ancora di un opera d’arte, uno schema perfetto sulla complessa condizione dell’uomo.

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