Taormina. Turismo: il 2008 un anno difficile

TAORMINA –  C’è piena sintonia, a proposito della situazione del turismo, tra l’analisi di settore del Governo nazionale e le indicazioni degli amministratori di Taormina. A Roma e a Taormina si parla apertamente di crisi e si fa lo stesso tipo d’analisi critica. Questo vuol dire che si può sperare (sempre che la Regione siciliana non pensi a soluzioni particolari) in un’azione “globale” a garanzia del nostro turismo e per il suo potenziamento.
Il governo nazionale ha reso ufficiale che, per il turismo italiano, il 2008 “si presenta come un anno difficile”.  Lo ha dichiarato il sottosegretario al Turismo, Michela Vittoria Brambilla nel corso di un’audizione in Commissione Industria al Senato.
Il sottosegretario ha anche spiegato i motivi dell’annunciata crisi. “Pesa – ha detto – la situazione economica nazionale ed internazionale”. Per quanto riguarda il mercato interno, secondo la rappresentante del Governo: “La crisi economica incide sul bilancio delle famiglie ed è determinata dalla forte impennata dell’inflazione e dall’aumento, quasi esponenziale, del prezzo dei carburanti”.
Quanto detto dalla Brambilla, comunque, era già noto da tempo. Lo avevano denunciato, nei mesi scorsi,  agenzie di viaggio, tour operator, albergatori e commercianti. Vuol dire, che il sottosegretario non ha fatto altro che prendere atto della situazione, così come descritta dagli addetti ai lavori.
Altro discorso è stato fatto a proposito della clientela internazionale, quella che l’Italia non riesce più ad ammaliare. Il nostro Paese, infatti, nel giro di soli 5 anni, ha perso diverse posizioni nelle classifiche internazionali. Una volta era la prima della classe, ora si trova dietro la Francia, gli USA, la Cina e, pare, anche dietro la Spagna. “Obiettivo da raggiungere – ha detto la Brambilla- è quello di recuperare quote di mercato”. Per il governo, quindi, è tempo di cambiare rotta e bisogna anche farlo in fretta. “La Gran Bretagna, la Francia, ed ora anche la Spagna, assorbono –rende noto il sottosegretario- flussi turistici maggiori dei nostri. In più, sul mercato, si affacciano nuovi e temibili concorrenti, come la Turchia, la Grecia ed i Paesi del Nord Africa”.
Per il governo, per recuperare posizioni, è indispensabile che: “La cabina di regia nazionale interagisca con tutte quelle istituzioni centrali e locali che hanno un ruolo di specifica responsabilità per quanto riguarda la logistica, le infrastrutture, la rete di trasporti, l’ambiente e la sicurezza”.
Per certi aspetti, la Brambilla sembra confermare, a proposito del turismo di Taormina, le proposte del presidente del Consiglio comunale, Eugenio Raneri che, per migliorare l’offerta turistica taorminese, chiede “il potenziamento delle infrastrutture e dei servizi” e anche grande attenzione al territorio ed all’ambiente.
L’analisi della Brambilla, ricalca anche le richieste del sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua che, a proposito della gestione del Teatro Antico, chiede “eventi e non spettacoli di routine”. Secondo il sottogoverno, infatti, è indispensabile attrezzarsi per: “La gestione dei grandi eventi in programma nell’arco dei prossimi cinque anni, come le celebrazioni per il 150esimo anniversario dell’Unità d’Italia, i G8, i campionati mondiali nuoto, sci di fondo, pallavolo”.  Per quanto riguarda Taormina, gli amministratori locali, si mostrano sensibili alla necessità di potenziare il settore delle manifestazioni. Passalacqua chiede “eventi” mentre l’assessore al Turismo, Italo Mennella dichiara che: “Stiamo lavorando per il programma delle manifestazioni del 2009. Qualcosa, considerando i tempi a disposizione, cercheremo di fare per Natale e fine anno”.
Infine, la Brambilla ha annunciato che: “Tra i punti segnati nell’agenda di governo, ci sono anche gli accordi tra i tour operator italiani e quelli dei più grandi Paesi del mondo in grado di sostenere il nostro turismo, come Cina e Corea”. Anche a Taormina, gli operatori locali parlano della necessità di cercare sbocchi in quelli che sono definiti i “nuovi mercati” come, appunto, la Cina e la Russia.

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