Taormina. ”Gli angeli del cuore” in Madagascar

TAORMINA – Sono da pochi giorni tornati in servizio gli “angeli del cuore del Madagascar”: così potrebbe essere definita l’équipe, tutta taorminese, che ha effettuato un’autentica primizia medica in una terra lontana, esportando, tecniche ed esperienza, che si applica quotidianamente all’Ospedale “S. Vincenzo”. Quattro pazienti affetti da cardiopatia congenita ed acquisita sono stati trattati, infatti, con “chirurgia a cuore aperto” per la prima volta nella storia del Madagascar. Gli
interventi sono stati compiuti nel ”Policlinique et maternite’ d’Ilafy” di Antanarivo. L’equipe taorminese, diretta dal cardiochirurgo Salvatore Agati e dal cardiologo Giuseppe Cinnirella, del presidio ospedaliero di contrada “Sirina”, appunto, si è avvalsa della collaborazione di medici mauriziani e del “pefusionista” Giovanni camarda. I medici targati “Città del Centauro” hanno eseguito per la prima volta nella storia della medicina malgascia quattro interventi di “cardiochirurgia e di angioplastica coronaria”. In quel paese si è tratto di un vero e proprio evento, tanto che è in programma anche un documentario di una delle reti internazionali che non hanno voluto perdere nemmeno un momento di queste delicate operazioni realizzate in situazioni limite. Dopo anni di attiva collaborazione tra i medici italiani e mauriziani e la possibilità di formare l’equipe malgascia nel “Cardiac center della Repubblica di Mauritius è stato possibile raggiungere quello che Agati e Cinnirella hanno definito: ”un traguardo importante ed ad oggi unico per la sanità malgascia”. Tutti i pazienti sono stati dimessi a casa in ottime condizioni e verranno seguiti ancora dall’equipe mista di cardiologi. Il Madagascar ha più di 18 milioni di abitanti e una richiesta potenziale di oltre 10 mila operazioni l’anno. Questo intervento è stato molto importante anche perché il tentativo di Agati e Cinnirella non è solo quello di operare in senso stretto, ma di mettere in condizioni di agire, con le stesse tecniche, i colleghi di questo paese. L’esperienza di Taormina è stata esportata, dunque, anche in altri paesi che guardano all’Europa ed anche alla Sicilia, come punto di riferimento della sanità internazionale.    

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