Taormina e “Il gioco pubblico in Sicilia”

TAORMINA- “A Roma, l’amministrazione comunale sarà in prima fila per la conferenza stampa di presentazione dello studio “Il gioco pubblico in Sicilia”. Sarà presente, alla manifestazione organizzata dall’Anit, per dimostrare qual è l’interesse di Taormina per una legge di regolamentazione del gioco d’azzardo. Intendiamo anche ribadire il nostro fermo diritto a riavere la casa da gioco che ha funzionato a villa Mon Repos negli anni ’60 e che fu chiusa su iniziativa della Magistratura. Ma saremo a Roma, soprattutto, per dimostrare la ferma intenzione dell’amministrazione comunale, dei cittadini, degli operatori del turismo di continuare nella battaglia che vede Taormina, da oltre 40 anni,  impegnata a combattere il monopolio del gioco d’azzardo in Italia, che interessa solo 4 comuni, e la attuale paradossale situazione che riguarda il gioco pubblico”.
Lo dice il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua, nell’annunciare la presentazione della conferenza stampa che l’ANIT terrà a Roma giovedì 10 luglio. “Nell’occasione, a Roma –continua il primo cittadino- cercheremo di verificare l’effettiva volontà del governo nazionale e dei gruppi parlamentari, di varare una legge che metta fine ad uno stato di cose davvero anomalo”.
A Roma, in rappresentanza del comune di Taormina ci sarà sicuramente l’assessore al Bilancio Fabio D’Urso. Accompagnerà il sindaco che, però, sta ancora verificando i suoi impegni istituzionali per sapere se potrà spostarsi a Roma anche se per un solo giorno. All`evento è prevista la partecipazione di larga parte dei parlamentari di tutti gli schieramenti politici, in particolare di quanti hanno presentato progetti di legge in materia, rappresentanti delle istituzioni di governo e di settore ed esponenti del mondo accademico e della ricerca scientifica.
L’incontro organizzato dall’ANIT, si svolgerà giovedì 10 Luglio, con inizio alle ore 11, a Roma presso la Sala Cristallo dell’Hotel Nazionale in piazza Montecitorio, la prevista conferenza stampa dell’Anit durante la quale sarà presentato lo studio “Il Gioco Pubblico in Italia – Dati, Analisi, Proposte”, la prima
approfondita inchiesta sullo stato del gioco di sorte nel nostro Paese.
L’iniziativa si colloca nel quadro delle attività istituzionali dell’Anit ed è volta a sensibilizzare il
mondo della politica e dei media sulle contraddizioni e le anomalie di un comparto che – pur
figurando tra le prime cinque attività produttive del Paese, con un fatturato di oltre 42
miliardi di euro e un gettito erariale complessivo di quasi 12 miliardi (relazione della Corte
dei Conti) – è a tutt’oggi disciplinato attraverso leggi speciali e di urgenza, mancando, caso
unico tra i Paesi occidentali, una normativa organica di settore.
Un’anomalia tutta italiana che, soprattutto a seguito della deregolamentazione attuata con il
decreto Bersani-Visco del 2006, vede, da un lato, un’offerta di “gioco di stato” iniqua e dai
rilevanti costi sociali, con effetti devastanti in particolare sulle fasce più deboli della
popolazione; dall’altro, la pervicace riluttanza all’apertura di moderne case da gioco, in grado di
soddisfare in modo trasparente e controllato la consistente domanda del mercato.
Una situazione paradossale che la stessa Corte Costituzionale ha censurato per ben due volte con
le sentenze n.152/1985 e n.291/2001, sollecitando l’intervento del legislatore “ormai divenuto
improrogabile, non essendo più giustificabile un sistema normativo ormai superato
e sotto diversi profili incoerente rispetto all’attuale quadro costituzionale”.

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