Quel 9 luglio 1943 quando Taormina fu bombardata

TAORMINA – Il nove luglio, per Taormina, è il giorno della memoria. Si ricordano i quasi 150 morti, straziati, nel 1943, nel corso della seconda guerra mondiale. Quel nove luglio, tra le 11 e le 12,30, e poi anche nel primo, una squadriglia di aerei anglo-americani scaricarono sulla parte sud della città decine di ordigni. In pochi minuti, una gran parte della città, fu praticamente distrutta, sventrata. Sotto le macerie moltissimi taorminesi ed anche oltre un centinaio di soldati tedeschi che a Taormina avevano una base operativa. Gli alleati cercavano proprio di colpire il comando germanico che era stato organizzato nei locali del grand hotel San Domenico. Si racconta che nell’albergo taorminese fosse stato organizzato il comando generale dell’esercito tedesco per le operazioni in Africa. Era vero? Non si sa. Pare, però, che una spia che operava a Taormina a favore degli eserciti “alleati”, trasmise, proprio in quei caldi giorni di luglio, un’informativa che segnalava la presenza al San Domenico, di alti, altissimi ufficiali di Hitler, riuniti per definire un piano d’intervento nel fronte africano. Il bombardamento fu giustificato proprio da quella segnalazione, risultata, almeno per i tempi, inesatta. Quel giorno, a Taormina non c’era nessun gerarca, nessun generale Le bombe caddero, decine di case furono rase al suolo. Colpiti anche alcuni monumenti, per fortuna di limitato valore artistico e storico. Centrato anche il San Domenico, ritenuto una delle sedi operative dell’esercito tedesco. Si racconta che nel piano del bombardamento era stato inserito il Teatro Antico. Per fortuna qualcosa non funzionò o qualcuno modificò, all’ultimo momento, cambiò gli ordini.
Mercoledì 9 luglio, ancora una volta, si ripeterà il triste rituale del ricordo delle vittime. Alle 10,00 il sindaco, Mauro Passalacqua, depositerà una corona d’alloro al monumento dei caduti che si trova al Giardino Pubblico. Alle 10,30, invece, lo stesso primo cittadino ricorderà i morti del luglio 1943 in piazza S. Antonio che era il centro del bersaglio operativo di quell’azione militare tanto luttuosa ma risultata sostanzialmente inutile per le sorti della guerra.

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