Taormina e S. Teresa, chiuse le guardie mediche

TAORMINA- Non è accaduto nulla di nuovo. Da oggi le guardie mediche di Taormina, Santa Teresa e Roccafiorita non esistono più. Sono state chiuse. L’Asl n. 5 di Messina ha già assegnato ai medici dei presidi soppressi le nuove sedi. Ora, in questi centri, come in altri 30 della Sicilia, dalle 20,00 alle 8,00 del giorno dopo,gli utenti, chi sta male, chi è collegato ad un medico di base che dopo le 20,00 di sera non risponde al telefono, deve arrangiarsi. Non può rivolgersi alla guardia del paese vicino, confinante. La legge non lo prevede.  Una condizione che, secondo i sindacati dei medici, assomiglia molto ad un reato di omissione di prestazioni di prima necessità. L’utente-cittadino-elettore, può fare ricorso, senza passare dal filtro della medicina di base, al pronto soccorso dell’ospedale più vicino ( ma lontano anche 4 chilometri per i più fortunati) dove la sua necessità sarà classificata in base ai codici della medicina di emergenza. Controllare la pressione? Codice bianco; una puntura di insetto: codice bianco così come un’urticazione da medusa. Una diarrea, un mancamento, una febbre improvvisa, una nausea? Forse codice giallo; un piccolo con le convulsioni? Giallo. E così via. Codice bianco e codice giallo vuol dire mettersi in fila, aspettare il turno, dare la precedenza, ovviamente, al codice rosso, a malati più gravi, in pericolo di vita, ai feriti di un incidente stradale.
E’ andato dritto per la sua strada, senza sentire nulla, senza tentare di interpretare le perplessità di amministratori e utenti, senza verificare  i dati forniti dagli addetti ai lavori. Massimo Russo, il neo assessore alla sanità della Regione siciliana, ha tagliato di netto le guardie mediche, 14 su 34 in provincia di Messina. Nella costa ionica, ha eliminato (con il benestare dell’ASL n. 5 di Messina che, probabilmente, non ha voluto mettere in discussione le volontà dell’assessore e del presidente della Regione, Raffaele Lombardo) anche Taormina, Santa Teresa e Roccafiorita. Taglio doveva essere e taglio è stato. A Messina e Palermo non hanno, si può dire, nemmeno tentato di fare un’analisi seria dei costi-ricavi. Non hanno voluto verificare se è vero (come è vero) che i tagli sono stati indiscriminati così come in molti hanno sostenuto in questi giorni. Tagliate 43 guardie in tutte le rivince, tranne quella di Catania. Lombardo, Russo e il manager dell’ASL di Messina, Salvatore Furnari, non sono voluti tornare indietro sui loro passi. Un atteggiamento poco consono in chi è chiamato ad amministrare la cosa pubblica e, nel caso specifico, a tenere conto delle esigenze dei malati, di persone in evidente stato di precarietà. Non hanno voluto analizzare nemmeno le necessità di un apparato turistico di qualità e di pregio come quello di Taormina. Taglio doveva essere e taglio è stato. Lombardo, Russo e Furnari, non hanno tenuto conto nemmeno del non insignificante particolare che la guardia medica di Taormina ha sede in un immobile di proprietà della Regione che, quindi, veniva usato a costo zero. Questo vuol dire che il taglio della guardia medica di Taormina non porterà a nessun risparmio, visto che l’assessore alla Sanità, ieri, si è affannato a dichiarare che la cancellazione delle guardie mediche non comporteranno tagli di posti di lavoro. Ed allora dove sta il risparmio se restano gli stipendi per i medici che saranno spostati in altri presidi? Il taglio della guardia medica di Taormina non inciderà nemmeno per un euro sul bilancio regionale. Altro che risparmi. La chiusura sembra più una ripicca. Oppure amministratori e politici non hanno voluto ammettere di aver sbagliato, di aver preso un abbaglio. Fatto sta che da stasera, 30 giugno, la stazione turistica più importante della Sicilia, con quasi 4 milioni di presenze, è rimasta senza un presidio sanitario di primo livello, da paragonare solo al medico di base e non certo al pronto soccorso di un ospedale dove si affrontano le emergenze e non la medicina di base. Da oggi, tutti, compresi 4 milioni di turisti, dovranno fare ricorso al pronto soccorso dell’ospedale San Vincenzo, distante quasi 4 chilometri dal centro, senza un posteggio. Un assurdo, un evidente errore, un abbaglio.
“Si certo, un errore che cercheremo –dice il sindaco, Mauro Passalacqua- di far correggere nei prossimi giorni. Comunque –continua- mi hanno assicurato che il provvedimento dell’assessore deve passare dalla IV Commissione dell’ARS. Questo vuol dire che la partita non è chiusa. Ci sono margini per recuperare”.
Per adesso le rimostranze del sindaco di Taormina non sono valse a nulla. Russo, Lombardo e Furnari hanno tagliato. Per recuperare si dovrà attendere.
A margine della vicenda c’è da registrare una dichiarazione di Passalacqua: “Avevamo tentato di trovare un accordo con Castelmola. La proposta, tutta da verificare, era semplice: far restare la guardia di Taormina e chiudere quella di Castelmola il cui territorio è confinante con il nostro. Voleva dire che i medici avrebbero fatto base a Taormina e coprire i due territori. Sindaco e presidente del Consiglio di Castelmola non hanno accettato nemmeno di prendere in considerazione l’idea”.
Un modo come un altro per dimostrare l’assoluta mancanza di collaborazione tra i centri del tanto strombazzato comprensorio di Taormina.
Che peccato.

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