Università, rottura tra rettore e sindacati

MESSINA – All’Università di Messina non c’è accordo tra rettore e sindacati. I comparti Università di Cisl, Uil, Snals/Cisapuni e Csa della Cisal hanno chiarito la loro posizione in merito alla programmazione triennale del fabbisogno del personale. La rottura è avvenuta dopo la decisione da parte dell’Amministrazione universitaria di  modificare  il  contenuto dell’accordo firmato con le organizzazioni sindacali il 21 aprile scorso e che prevedeva, tra l’altro, un adeguato numero di concorsi interni.I sindacati fanno presente che la “corretta individuazione del numero di posti da coprire attraverso la Progressione Economica Verticale” era stata già concordata e determinata tra le parti a seguito di numerose riunioni di concertazione e concluse con l’accordo pattizio del 21 aprile 2008 approvato successivamente dagli Organi Accademici.Lo stesso accordo prevedeva già una decurtazione di 62 progressioni verticali, congelate in via cautelare in attesa degli sviluppi del contenzioso legale, rispetto all’accordo originario che stabiliva 300 movimenti interni.Le Organizzazioni Sindacali ritengono inaccettabile l’ulteriore tentativo da parte dell’Amministrazione di sovvertire il precedente accordo con una nuova rimodulazione della programmazione triennale del fabbisogno del personale che decurterebbe oggettivamente ulteriori 60 movimenti interni legati alla stabilizzazione del personale precario e mortificherebbe le aspettative di tutti lavoratori che aspettano ormai da lungo tempo le giuste opportunità.I Sindacati concludono di non condividere la scelta dell’Amministrazione basata sul “taglio” di oltre un terzo dei movimenti interni già individuati nella programmazione triennale come “necessari” e concordati tra le parti anche in vista dell’imminente varo della nuova “riorganizzazione strutture amministrative dell’Ateneo” che prevede, tra l’altro, l’individuazione al suo interno di numerose professionalità e responsabilità.

Leave a Response