Taormina. Imprese al centro anche della politica

TAORMINA- Federturismo-Confindustria, sostiene: “Le imprese devono essere al centro e la politica deve saperle ascoltare”. Un indirizzo che a Taormina ha una sua logica ma che avuto sempre scarsa audience. Lo stesso vale, nell’ottica turistica, per le esigenze dei cittadini e dei residenti che non sono stati mai capaci di far sentire la loro voce tramite le associazioni che li rappresentano ed i sindacati. Alla nuova amministrazione comunale di Taormina manda un indiretto messaggio il presidente dell’associazione di Confindustria, Daniel Yohn Winteler. La sua è una nota che contiene indicazioni di grande interesse per quanti di turismo si occupano, politicamente o in maniera manageriale.  Secondo Federturismo, l’Italia nel suo complesso “non ha un piano strategico per il turismo”. Come dire che non ha studiato un sistema per affrontare le nuove scommesse con le quali hanno a che fare gli operatori del settore. Non ha neppure un piano per seguire il mercato interno. Sul piano locale, la nota di Winterler è di piena attualità. La Federturismo, infatti, dice: “Serve un approccio industriale, il che significa saper leggere e interpretare la domanda, facendo i conti con la logica del mercato. Servono progetti”. A Taormina, la più conosciuta ed affollata località turistica della Sicilia e del sud Italia, non esistono (e non ora ma da decenni) una vera politica turistica. Si va avanti alla giornata sulla scorta di quanto fa la Regione che (anche lei) non ha un progetto per indirizzare e finanziare le attività turistiche siciliane.  Ideare, fare e gestire un progetto, secondo Winteler, vuol dire: “Sviluppare la capacità di attrarre gli operatori e gli investitori”. Vuol dire, anche: “Predisporre contributi da destinare alle situazioni particolari ma non devono essere sprecati finanziando iniziative improduttive”. A Palazzo dei Giurati, stanno per insediarsi i nuovi rappresentanti dei cittadini. Tra loro ci sono albergatori, commercianti, operatori. Gli elettori, insomma, il 15 e 16 giugno, hanno scelto, tra i quasi 400 candidati, alcuni “addetti ai lavori” che in seno alle istituzioni comunali potranno fare da cassa di risonanza alle istanze delle imprese. Eletti anche i rappresentanti della società civile che, invece, dovranno mediare le esigenze degli operatori turistici tenendo conto di quelle della base  La nuova amministrazione comunale a seguito dell’elezione a sindaco di Mauro Passalacqua, ed il nuovo consiglio comunale, adesso sono chiamati a leggere con attenzione i dati sul movimento turistico a Taormina, almeno degli ultimi dieci anni. Solo così potranno scoprire, al di la delle dispute politiche ed elettorali, cosa sul serio sta avvenendo nella “capitale del turismo siciliano”, mettendo da parte le frasi ad effetto, i discorsi da catastrofe lanciati in campagna elettorale. Interessarsi della situazione locale vuol dire, soprattutto, analizzare quella nazionale. C’è una notizia, tra quelle diramate dall’Osservatorio Federturismo CISET che merita particolare attenzione. Tra maggio ed ottobre, gli arrivi stranieri dovrebbero diminuire del 3 per cento rispetto allo stesso periodo del 2007. Le presenze, invece, sono destinate a calare dell’1,8%. In flessione anche i flussi di turisti italiani che si attesterebbero sul – 3,3%. Numeri e percentuali, però, non servono per capire appieno la situazione. Le motivazioni delle flessioni, secondo Federturismo, in gran parte sono “estranei” a Taormina. Dipendono dalla: “In principali motivi di incertezza e di freno del turismo sono la congiuntura economica  la scarsa competitività dei servizi offerti”. Incidono il super euro e le oscillazioni del costo della benzina. Riguardo il turismo interno, gli operatori ottimisti sostengono che la riduzione della vacanza è causata dalla congiuntura economica; per i pessimisti, invece, il costo dei servizi turistici nel nostro Paese e la minore capacità di spesa delle famiglie porterebbero ad una contrazione nella durata del soggiorno oppure alla scelta di mete straniere.
Tenendo conto di questi fatti, certi, i nuovi amministratori di Taormina debbono saper varare un piano turistico credibile. Un piano che deve contenere un  serio contratto Taormina-Regione.

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