Taormina, l’Anci sprona i Comuni turistici

TAORMINA – L’Anci sprona i comuni turistici italiani. In una nota diramata tramite il suo portale “cittalia-anci ricerche” fa presente che: “Le risorse dell’Unione Europea per il turismo nelle città sono da considerare un treno da non perdere”. A disposizione ci sono 5 miliardi e mezzo di euro, un tesoretto al quale le città italiane possono attingere perché nei piani europei a loro è stato attribuito un ruolo chiave per la crescita del comparto turistico. Ovviamente, così come dice l’Anci, non è solo un problema di risorse. Tutto si gioca sulla capacità degli amministratori locali di utilizzare i fondi in maniera integrata e concentrando gli interventi. Discorsi che a Taormina, a Giardini Naxos e nel comprensorio devono, alla fine della tornata elettorale, essere captati e valutati. E’ vero, infatti, che per crescere, migliorare, legarsi ai programmi di sviluppo turistico internazionali, è sostanzialmente indispensabile guardare all’UE. Bisogna anche fare in fretta visto che, a partire dal 2012, i fondi strutturali europei saranno, quasi tutti, dirottati verso i paesi dell’est, nuovi inquilini di casa Europa.Il programma europeo per il turismo nelle città, secondo l’Anci, deve inserirsi nello scenario di crescente mobilità internazionale per intercettare i settori in crescita del turismo internazionale, vale a dire turismo ecosostenibile e culturale su tutti. Le città dovranno –dice sempre l’Associazione dei comuni- riscoprire se stessi, promuovere iniziative tese alla modernizzazione dell’offerta culturale e turistica in linea con le migliori esperienze internazionali.
Tradotto in idee per la progettazione, i comuni del comprensorio taorminese sono invitati a mantenere e valorizzare il loro potenziale rappresentato dalla dotazione di risorse naturali, paesaggistiche e culturali che li caratterizzano, “al fine –dice l’Anci- di supportare la percezione di elevata qualità della vita che ancora li caratterizza. A proposito dei fondi UE, l’Anci invita i comuni a: “Seguire indirizzi per l’attuazione di programmi basati sulla collaborazione e la valorizzazione delle realtà locali per avere modo di valutare le effettive potenzialità del territorio ed il corretto posizionamento sul mercato turistico. Come dire, bisogna scegliere dove e come muoversi, come e dove realizzare infrastrutture, di fare squadra. 
Ecco, quindi, che per i prossimi 5 anni, diventa indispensabile amministrare in chiave comprensoriale. Taormina deve sapersi porre al centro di un territorio dalle potenzialità incredibili. Deve operare insieme a Giardini Naxos, Letojanni e Castelmola; deve aprirsi, molto più di quanto ha fatto sinora, alla valle dell’Alcantara, alla valle dell’Agrò, ai parchi dell’Alcantara e dell’Etna. Sinora, nel polo turistico più importante della Sicilia, si è avuta un’eccessiva dispersione degli interventi con conseguente difficoltà a garantire modelli gestionali adeguati, a promuovere e sostenere processi di sviluppo. Di conseguenza, è risultato debole il legame con strategie di sviluppo turistico mirato. Da qui la difficoltà ad innescare processi di sviluppo in filiera ed a legare la promozione alla qualificazione dell’offerta turistica. In questa maniera gli investimenti sinora captati non hanno portato ai risultati sperati. Dipende anche da questo il calo delle presenze turistiche? Per capire di cosa parla l’Anci e per legare la sua analisi alla situazione dell’area taorminese basta guardarsi attorno: mancanza di un piano di viabilità; assenza di un programma comprensoriale per la promozione; assenza di un vero e funzionale sistema telematico per i servizi ai cittadini ed alle imprese; mancato varo dell’unione dei comuni; nessun piano intercomunale delle infrastrutture. Insomma, da queste parti, non si è ancora riusciti a parlare in chiave di programmazione e pianificazione. I comuni, quindi, devono imparare a confrontarsi, a lavorare insieme.Lo impone l’UE. E, come dice l’Anci, questo è un treno da non perdere. Di così importanti e ricchi non passeranno più per tanti anni.

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