Taormina, un commissario per il Bilancio 2008

TAORMINA – Un commissario ad acta, potrebbe, prima delle elezioni o subito dopo, approvare il bilancio di previsione 2008 preparato da un commissario straordinario. E’ questa l’anomalia con la quale i nuovi amministratori della città potrebbero trovarsi avere a che fare. Una soluzione, quella che potrebbe diventare realtà, che pesa come un macigno sui futuri amministratori. E’ accaduto che a sostituire il sindaco, scomparso ad inizio anno, è stato nominato un funzionario regionale che ha governato Taormina sino ad ora. Il commissario ha anche definito il bilancio e lo ha presentato al consiglio comunale uscente. Il documento non è stato approvato: le sedute consiliari appositamente indette non hanno dato risultati.
Oggi alle 17 ultimo appello. Se il bilancio non sarà approvato dal Consiglio comunale, come è quasi sicuro, il commissario ad acta potrà renderlo esecutivo al suo posto.
Da ricordare che giorno 15 e 16, domenica e lunedì, a Taormina si vota. I candidati a sindaco sono due e, quindi, non ci sarà nessun ballottaggio. Ciò vuol dire che già la notte di lunedì o, massimo, nelle prime ore di martedì 17- concluso lo sfoglio delle schede votate-, la città avrà un nuovo sindaco ed un nuovo consiglio comunale. Si rischia, quindi, che il commissario,  consegni ai nuovi inquilini di Palazzo dei Giurati e, di conseguenza alla città, uno strumento finanziario bello e pronto, ideato e confezionato dal commissario straordinario.
C’è da tenere presente, inoltre, che qualora il commissario ad acta, per un qualche motivo, non porti a termine il suo mandato, accadrebbe che gli amministratori di Taormina resterebbero per diverso tempo senza bilancio e senza, quindi, la possibilità di gestire al meglio la città in un momento particolare dell’anno, vale a dire ad inizio estate, nel cuore della stagione turistica, ad inizio Taormina Arte. E’ chiaro, infatti, che il nuovo sindaco, la nuova giunta ed il nuovo consiglio comunale, prima di definire ed approvare il bilancio 2008 potrebbero avere bisogno di un po’ di tempo, un mese e forse due.
Taormina, insomma, si appresta a vivere una storia irreale. Potrebbe trovarsi con uno strumento finanziario elaborato da un tecnico senza un vero legame politico, affettivo e morale  con la città e fatto diventare esecutivo da un altro funzionario tecnico.
Ma accadrebbe qualcosa di irreale anche se, oggi, il consiglio comunale uscente approvasse, anche con emendamenti e correzioni, il “bilancio del commissario”. Vorrebbe dire che i nuovi amministratori ed i nuovi rappresentanti della città si troverebbero costretti ad operare tenendo conto di indicazioni, scelte votate da coalizioni di maggioranza e di minoranza profondamente diverse da quelle che verranno fuori a seguito delle amministrative di domenica e lunedì.
Qualunque cosa accadrà, quindi, c’è da credere che Taormina nei prossimi mesi debba vedersela con problemi non indifferenti. Addirittura, a Palazzo dei Giurati, si rischia un, si spera breve, periodo d’immobilismo.
Una questione che si sarebbe potuta evitare se commissario e consiglio comunale avessero varato il bilancio 2008 nei tempi previsti dalle leggi. Così non è stato. Le conseguenze, se conseguenze ci saranno, le pagheranno i cittadini, i servizi, l’immagine della città.
Non sarà così? E’ augurabile. 

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