Taormina. Passalacqua: ‘Non passi lo straniero’

TAORMINA – Quella di sabato è stata la serata della taorminesità, il sentimento e l’offerta politica che si contrappone a quanti, invece, vedono il futuro di questa, futuro legato a chi di Taormina conosce i segreti nel loro intimo perché vi è nato o opera da diversi anni, sino ad aver recepito e digerito quanto di “speciale” c’è.
A Trappitello prima e subito dopo nella centralissima piazza IX Aprile, i big della coalizione che fa capo a Mauro Passalacqua hanno messo in campo tutte le loro carte per cercare di convincere gli elettori che è meglio lasciare il governo della città ai taorminesi invece che di affidarlo a chi questa città l’ha scoperta di recente e che, quindi, la conosce poco. Per rafforzare le parole hanno rispolverato la “Canzone del Piave”, quella che gli alpini cantavano andando a battersi sui fronti alpini, quella canzone che, nel ritornello, recita così: “Non passi lo straniero”. Ne hanno fatto uno slogan da lanciare prima dei comizi e per riempire le pause. Tutto regolare visto che, in campagna elettorale, quasi tutto è consentito pur di far breccia nelle menti degli elettori.
Eugenio Longo (il grande vecchio della politica), Eugenio Raneri, Rocco Cappello, Sergio Cavallaro, con passione hanno difeso il loro ruolo di aspiranti amministratori in virtù del loro tasso di taorminesità. Le loro sono state parole che hanno fatto presa tra i simpatizzanti e che hanno fatto riflettere chi ancora, ad una settimana dal voto, scettico o indeciso.
Tra i discorsi di quanti hanno parlato nella piazza del Belvedere, nel centro di Taormina, ha lasciato il segno l’intervento di Longo. Ha strappato applausi e consensi quando ha lanciato una proposta che dire “forte” è poco. “Dobbiamo –ha detto- ampliare l’isola pedonale di Taormina aggiungendo al Corso la via Pirandello, sino ad arrivare alla rotonda da dove si può ammirare uno dei panorami più belli: Isolabella, la costa ionica sino a quasi Messina e quella calabra. Per realizzare questo progetto – ha proseguito – bisogna impedire che venga recuperato quello che fu il grande albergo Castellamare, attualmente un rudere. Quella deve essere una zona nella quale richiamare frotte di turisti, proprio coma accade con piazza IX Aprile dalla quale si apre uno scorcio incantevole, con l’Etna, la costa catanese e la baia di Villagonia e Naxos. Per arrivare a questa soluzione –ha precisato- mi impegno, in prima persona a raccogliere le firme necessarie per impedire che in quel posto si realizzi un nuovo albergo, peggio ancora una colata di cemento”.
Se i sostenitori di Passalacqua, quindi, continuano a parlare di fatti, di passi concreti, di “cultura taorminese”.
Sull’altro fronte, la squadra di Carmelo Briguglio, continua puntare a progetti ambiziosi, a “soluzioni che tengano conto della globalizzazione dei mercati, anche di quello turistico”. Domenica mattina, nel cineteatro dell’oratorio dei salesiani (trasformatasi in tribuna politica ad uso delle due coalizioni) il sottosegretario Urso ha “offerto” a Briguglio e, quindi, a Taormina, il suo interessamento politico e l’attenzione del dicastero delle Attività produttive, del quale è sottosegretario. Ha ricordato che: “Il governo nel giro di due anni, provvederà a ridurre l’IVA sulle fatture per dare ossigeno agli operatori”. Ha anche parlato di “promozione sui mercati che contano, vale a dire quelli dell’Europa dell’est, dei nuovi ricchi”, e poi della costituzione di un: “Marchio Taormina, che comprenda l’intero comprensorio. In questa maniera –ha precisato- sarà possibile proporre in campo nazionale ed internazionale il prodotto nella maniera giusta, facendo filiera”. A Urso nessuno aveva detto che su questo progetto hanno lavorato le due ultime amministrazioni comunali.
Anche secondo Urso – dopo i ministri La Russa e Ronchi – sarà facile ed agevole per gli uomini di governo, regionale, “adottare Taormina, perché potenziando e migliorando l’offerta di questa città (anche con il casinò ed il porto turistico) dare fiato all’intero comparto siciliano per dargli la possibilità di conquistare nuove fette di mercato”. Taormina – ha concluso il sottosegretario: “Deve puntare sul mare, sulla cultura, sulle tradizioni e la sua straordinaria bellezza per attirare i nuovi ricchi, il turismo congressuale e quello che apprezza le proposte di grandi spettacoli”.
Alla fine, nessuno, nemmeno i sottosegretari ed i ministri, scopre nulla di nuovo. Adesso si tratta di far seguire alle parole ed ai progetti i fatti.

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