TAORMINA. ”I LUOGHI DEL CUORE” DEL FAI

 Ai taorminesi, forse, è rimasto solo di affidarsi al FAI, Fondo per l’ambiente italiano. Le istituzioni, Regione, Provincia e Comune, non bastano più, perché, sinora, hanno, clamorosamente, fallito nel compito di salvaguardare e valorizzare il grande patrimonio naturale, artistico, storico e monumentale della città. Proprio le istituzioni, hanno contribuito, con i fatti e le loro omissioni, a portare gran parte del “tesoro taorminesi” nel degrado. In fondo a questo pezzo riportiamo un elenco, incompleto, dei casi più eclatanti.
Il FAI, proprio in questi giorni, quando è alle battute finali la campagna elettorale per il rinnovo del Consiglio comunale e l’elezione del nuovo sindaco, ha lanciato la quarta edizione del Censimento nazionale “I luoghi del cuore”. L’iniziativa, si pone l’obiettivo di sensibilizzare i cittadini e le istituzioni nei confronti del patrimonio storico, artistico ed ambientale italiano e di favorire l’attuazione di azioni volte ad intervenire per concretizzare le segnalazioni. Il FAI lancia un appello: “Individuate i luoghi che amate ma che risultano deturpati e segnalateci”. Il Fondo invita i cittadini (anche quelli di Taormina, ovviamente) a non dimenticare che, troppo spesso paesaggi, monumenti, piazze si trovano in situazioni che snaturano la loro identità, il loro valore storico: palazzi e complessi storici sfigurati, panorami compromessi, luoghi suggestivi stravolti da cartelli. “Situazioni –dice il FAI- che feriscono gli occhi ma anche il cuore di ognuno di noi”. Per votare, basta collegarsi al sito www.iluoghidelcuore.it
Tele90 vuole solo amplificare un problema che a Taormina ha raggiunto livelli insostenibili, ai limiti dello scandalo.  E’ l’intero patrimonio storico ed artistico ad essere sotto scacco; è l’intero territorio (patrimonio insostituibile e strumento di propaganda turistica) ad essere a rischio. Per questo, forse, sarebbe bene per i taorminesi stipulare un’intesa con il FAI che si è  intestato il ruolo di difensore dei luoghi del cuore. Nessuno pensa che il Fondo può risolvere la grande questione che sta mettendo in difficoltà l’intera città contribuendo, anche, a consolidare la crisi turistica. La campagna “I luoghi del cuore” può, però servire per mettere il caso Taormina sotto i riflettori, farlo diventare un problema siciliano e nazionale.
Gli spunti per partecipare al censimento del FAI non mancano. Ai cittadini, ai lettori si possono, in ogni caso, ricordare quelli più eclatanti: il Teatro Antico; le Naumachie; il Castel Tauro; l’Isolabella; l’intero centro storico; il Corso Umberto; Palazzo Corvaja; la Badia Vecchia; il Giardino Pubblico; Palazzo Duchi di Santo Stefano; la Vecchia Basilica di Taormina; via Pirandello. Non possono restare fuori dall’elenco le Terme e la Villa romana di via San Pancrazio; i resti della zona termale di via Zecca.
Si potrebbe ancora continuare ma è meglio affidare questo compito ai taorminesi che, proprio in questi ultimi giorni di campagna elettorale, sono invitati a prender carta e penna (e perché no, fotocamera) per segnalare al FAI l’agonia, tutta taorminese, dei Luoghi del cuore. Bene sarebbe, però, inviare in fotocopia le stesse segnalazioni a Palazzo dei Giurati sindaco@comune.taormina.it (in maniera che i nuovi amministratori possano contare da subito su un canovaccio sul qual meditare), alla Provincia regionale (alla quale competono alcuni interventi), alla Soprintendenza ai BBCC di Messina (che non brilla certo per il suo amore a Taormina), all’assessorato regionale al Territorio ed Ambiente, al Presidente della Regione. Invitiamoli a fare quanto è di loro competenza e a non mascherasi dietro le parole e le promesse.
Insomma, a quanti hanno responsabilità, facciamo sentire la voce dei taorminesi ma anche quella di quanti amano questa città. Facciamo in modo che nessuno dimentichi che questa è una città d’arte, una città turistica, una città da amare e difendere.

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