Povertà, l’altra faccia di Taormina

Giuseppe Monaco

TAORMINA- E’ avvenuto quanto non era previsto: i quasi 100 “curiosi” ed addetti ai lavori nel cine-teatro dell’oratorio dei Salesiani, hanno avuto la possibilità (quasi un pugno allo stomaco) di scoprire che nella città di Taormina esistono sacche d’emarginazione grave, ci sono persone che non riescono a trovare quanto necessario per apparecchiare la tavola. Hanno scoperto che la capitale del turismo siciliano non ha una vera politica sociale, che non s’interessa dei meno fortunati. Hanno appreso che sono diverse decine i tossicodipendenti; che gli immigrati, anche quelli che hanno trovato lavoro, non riescono ad integrarsi, a trovare assistenza, solidarietà. Insomma, l’incontro, organizzato dall’associazione Penelope, tra i due candidati a sindaco di Taormina è diventato qualcosa di più e di meglio di Ballarò o di Annovero. I quasi cento spettatori hanno appreso che l’associazione Penelope è sotto sfratto, che rischia di restare senza sede, senza dormitorio, senza mensa.
Su questi fatti, i volontari dell’associazione hanno avuto la capacità di far riflette i due candidati sindaco che, per l’occasione, hanno dovuto mettere da parte progetti di porti e di casinò, teatri e strade dissestate. Si sono dovuti confrontare con emergenze quali la fame e l’emarginazione, si sono dovuti scontrare con questioni come la prostituzione, la nuova schiavitù, le devianze, l’emarginazione.
Il faccia a faccia, quello “cruento” e basato sulle accuse, non c’è stato. Forse non ci sarà.
Nella sala di via Don Bosco, il confronto si è svolto nel modo più civile e costruttivo possibile. Carmelo Briguglio e Mauro Passalacqua, hanno parlato in maniera pacata, senza dare fondo a tutte quelle furbizie che sono parte fondamentale del bagaglio dei politici durante la campagna elettorale. I due aspiranti a Palazzo dei Giurati, alla fine, si sono trovati d’accordo su quasi tutte le cose messe in evidenza da Pippo Bucalo, presidente ed animatore della Penelope (unica associazione di volontariato che, nel comprensorio taorminesi, s’interessa delle politiche sociali e dell’assistenza agli emarginati, ai poveri, ai disadattati, agli emigranti). Hanno approvato, con qualche distinguo e con qualche osservazione, il decalogo che l’associazione ha proposto come base del confronto. Hanno promesso che anche di questi fatti Palazzo dei Giurati dovrà interessarsi, chiunque sarà il nuovo sindaco.
Bucalo, ai due candidati ha presentato un decalogo di cose che “si possono fare”, di questioni aperte, di problemi irrisolti, di legge disattese, di fondi non utilizzati. Dieci punti, per rendere evidente le emergenze sociali che interessano Taormina ed il suo comprensorio. Penelope ha anche proposto iniziative direttamente legate al turismo come, per esempio, la creazione di: “Agenzia per il turismo sociale che fornisca supporto per la fruizione degli eventi culturali e delle strutture turistiche da parte dei soggetti diversamente abili”. Bucalo ha anche parlato di posti lavoro. Lo ha fatto chiesto che: “Si garantisca una quota di almeno il 10 per cento degli appalti pubblici da garantire a cooperative sociali di tipo B costituite ai sensi della legge 381/91 ed, inoltre, di applicare per gli appalti d’importo superiore a 400.000 euro, la norma che impone alle ditte aggiudicatici l’assunzione di soggetti svantaggiati. Ed anche di: “Trasformare i fondi dell’assistenza economica attualmente erogati dal comune in borse lavoro per favorire l’inserimento sociale e lavorativo dei soggetti in situazione di svantaggio e la fuoruscita dal circuito dell’assistenza”.

 

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